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MotoGP, Marquez: troppo pochi 2 punti

La punizione doveva essere più severa. Direzione Gara come sempre inadatta

A Silverstone la Direzione di Gara  ha deciso di infliggere due punti di penalità sulla 'patente a punti' di Marc Marquez per non aver rispettato una bandiera gialla nel corso del warm up.

Troppo? Troppo poco?

Ragioniamoci un attimo. Ecco cosa scrivevamo all'introduzione del nuovo sistema:

PATENTE A PUNTI – Da quest’anno è stato regolamentato anche il sistema di penalizzazione per le scorrettezze in pista. Fra cartellini gialli, rossi, ammonizioni assortite e così via, negli scorsi anni non era stato facile raccapezzarsi sulle decisioni prese dalla Direzione Gara. Per rendere la legge più chiara, si è quindi deciso di introdurre una specie di “patente a punti”. Tutti i piloti partono da zero e al raggiungimento di diverse quote di punti scatta la penalità corrispondente. Questo lo schema:

4 punti - partenza dal fondo della griglia nel prossimo GP

7 punti - partenza dalla pit lane nel prossimo GP

10 punti - squalifica per il prossimo GP

Arrivati a 10, i punti si azzerano automaticamente, così come a fine stagione. Per ogni infrazione la Direzione Gara potrà sanzionare un pilota con un numero di punti che va da 1 a 10, oltre a potere aggiungere altri provvedimenti. Peccato che non sia stata comunicata nessuna tabella che spieghi quanti punti corrispondono a ogni scorrettezza. Con il rischio che la discrezionalità la faccia ancora una volta da padrone.

TROPPA DISCREZIONALITA' - Il problema, in questo caso come in molti altri è l'incompetenza della Direzione di Gara nell'applicazione delle norme. Già perché a cosa serve la bandiera gialla? La risposta è semplice: ad evitare di far correre rischi eccessivi ai commissari di percorso e agli stessi piloti, magari in terra per incidente.

Esattamente il caso in questione, con una aggravante: l'incidente - potenzialmente mortale - non si è verificato solo per miracolo o, se volete, grazie alla prontezza di riflessi dei commissari di Silverstone. Poteva essere una strage, su questo non ci sono dubbi. Ed è per questo motivo che si sanziona la mancanza di rispetto della bandiera. Perché il rischio che non obbedendo il pilota fa prendere agli altri è molto alto.

Nel caso di Silverstone si può parlare di tragedia sfiorata, quindi c'era da attendersi quantomeno una penalizzazione di 4 punti, che avrebbe comportato una partenza dal fondo dello schieramento per Marc Marquez. Troppo?

Secondo noi no.

Marc è un pilota fantastico, l'ultimo vero genio promosso alla classe regina dopo Casey Stoner.

Al contrario dell'australiano, però, Marquez ha una storia di incidenti piuttosto importante. E non parliamo di semplici cadute.

Ecco perché secondo secondo noi due punti sono troppo pochi. In che caso, infatti, si deve raddoppiare la sanzione?

Ci viene da scherzare: se la Honda di Marc avesse fatto strike sui commissari!

Ecco, questo esempio paradossale fa capire perché la Direzione di Gara ha commesso un errore. Le sanzioni vanno applicate in base alla pericolosità del fatto. E non c'è dubbio che nel caso di Silverstone la pericolosità sia stata massima, tanto da dover parlare di 'fortuna' se non è successo nulla.

Marc è un pilota splendido, ma non è un caso se sia fra i primi a sperimentare la licenza a punti. La Direzione di Gara, come sempre, ha confermato di non avere alcuna sensibilità giuridica. Di non sapere cioè applicare le norme.

Caro Vito Ippolito, Presidente della FIM, ci vorrebbe un Suo intervento, perché se quella moto avesse centrato i Commissari oggi non staremmo a discutere di questo.

Due punti sono niente. Sono voltare la testa dall'altra parte, metterla sotto la sabbia. Un insulto alla nuova regola.



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