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MotoGP, Rossi: Barry Sheene? più figo di me

Primo giorno a Silverstone: "sono soddisfatto, ho incominciato a capire il tracciato e mi piace"

Impossibile pensare all’Inghilterra a due ruote senza pensare a Barry Sheene, l’indimenticato campione londinese. Proprio a Silverstone, domenica, fra le gare della Moto2 e della MotoGP ci sarà una parata in suo onore in occasione del decennale dalla sua scomparsa, durante la quale le moto con cui corse torneranno a cantare fra i cordoli. “Ho avuto la fortuna di conoscerlo perché era amico di Graziano – racconta Valentino Rossi – Ho potuto passare del tempo con lui ed è stato bellissimo. Barry è stato uno dei piloti più importanti della storia del motociclismo, e non solo per i risultati in pista. Ha fatto conoscere il nostro sport anche ai non appassionati. Era un figo”. Qualche punto di contatto col Dottore, sembrerebbe esserci, “ma Sheene era più figo di me” risponde sicuro il diretto interessato.

Poi pensa al confronto con gli avversari di oggi, ai primi due turni di libere su una pista in cui gira per la prima volta con la Yamaha. Il 5° tempo di giornata alla fine lo soddisfa, “sono felice di come è andata, gli scorsi due anni con Ducati avevo sofferto molto, invece sulla M1 mi sento bene” dice.

Ti piace il tracciato?

Molto, è un circuito difficile ma divertente, una bella pista veloce. Da MotoGP”.

Le buche non danno troppo fastidio?

Ce ne sono molte, ma non mi sembrano aumentate rispetto allo scorso anno”.

Cambia qualcosa avere cambiato il punto di partenza?

“La sensazione iniziale è un po’ diversa, ma hanno una cosa in comune: una prima curva molto difficile. Inoltre, rispetto ai circuiti classici, dove in rettilineo puoi tirare un attimo il fiato e guardare le tabelle di segnalazione, o il tempo, qui non puoi permetterti di perdere la concentrazione. E’ molto corto. Ma è un buon punto per l’arrivo, preceduto da due belle curve”.

Alla prima curva si sono visti molti errori.

E’ un punto complicato. Si arriva da due curve a destra, la gomma è molto calda su quel lato e non offre la migliore aderenza. Anche trovare il giusto riferimento per la frenata non è semplice. Inoltre il guardrail all’interno si interrompe e il vento colpisce all’improvviso”.

Valentino RossiLa pista è molto lunga, non sarà facile sfruttare bene le qualifiche.

Per sfruttare due pneumatici non ci sarà molto tempo a disposizione. Il problema sarà trovare la pista libera davanti e soprattutto nessuno dietro, qui essere trainato da qualcuno fa molta differenza e ci saranno molti ad aspettare la scia buona. Non si può pensare molto alla strategia, perché è quella degli altri il problema”.

Potrebbe essere un’idea sfruttare un solo giro?

Potrebbe, ma sarebbe ancora più difficile rischiare tutto in una volta. Ammetto di non essere mai stato troppo bravo nel giro secco, se non quando c’erano le gomme da qualifica, ma era più semplice sfruttarle”.

Hai fatto qualche modifica sulla moto?

“Sì, siamo su una strada leggermente diversa rispetto alle ultime due gare e la situazione in frenata ed entrata di curva è migliorata. Nel corso dei turni ho perfezionato anche le mie traiettorie e il mio stile di guida. C’è ancora da fare per domani, abbiamo bisogno di fare un altro passo avanti. Mettere insieme due o tre idee che abbiamo”.

Il distacco da Lorenzo però rimane alto.

Jorge innanzitutto ha usato la gomma morbida, io la dura, e probabilmente è il migliore e sfruttarla quando è nuova. Ha fatto un gran lavoro e sapevo che qui sarebbe stato velocissimo, ha vinto due volte. Per me è un po’ più dura riuscire a interpretare al meglio questa pista, dopo due anni difficili”.

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