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MotoGP, FP1: Marquez all'assalto di Silverstone

Marc davanti alle Yamaha di Lorenzo e Crutchlow. Pedrosa 4°, Rossi è solo 6°

Il primo turno di libere della MotoGP a Silverstone ha già incominciato a fornire qualche risposta alle domande della vigilia. La prima: le piste Yamaha non esistono più. La seconda: anche se esistessero ci peserebbe Marquez a farle diventare Honda. Marc su un circuito dove “in Moto2 ho avuto sempre difficoltà”, diceva ieri, ha fatto si nuovo il bello e il cattivo tempo. Qualche minuto per prendere le misure, e un piccolo lungo di contorno, poi ha incominciato a girare la manopola del gas e non c'è più stato nulla da fare.

E’ stato l’unico a girare sotto i 2’04” (il cronometro ha segnato 2’03”816 al miglior passaggio) e ha mostrato di potere abbassare con facilità il proprio limite giro dopo giro. Gli altri si sono ritrovati a rincorrere, ma la lepre era troppo veloce. Jorge Lorenzo ha provato ha resistergli, ha mostrato un passo costante, ma si è trovato comunque a fare i conti con 0”219 di svantaggio. A guardargli le spalle la Yamaha di Cal Crutchlow, dietro al compagno di marca di appena 9 millesimi, e ultimo ad avere un gap non troppo alto da Marc.

Perché dal quarto in poi la distanza è quasi abissale. Dani Pedrosa è dietro di più di 6 decimi, Alvaro Bautista solo qualche millesimo in più, Valentino Rossi è l’ultimo dei piloti a riuscire a stare sotto il secondo (0”866). Non è stata un buona partenza per il pesarese, a lungo nel gruppone delle moto satellite e della Ducati di Hayden, salvo dare una timida zampata nel finale.

Dietro di lui, ci sono Stefan Bradl, 7°, e appunto Nicky che su questa pista ha sempre raccolto buoni risultati. Poi Bradley Smith e Andrea Dovizioso, entrato nei primi dieci sul finale dopo avere faticato per lunga parte del turno. Il suo ritardo è però importante, vicino al secondo e mezzo.

Espargarò, 11°, è la migliore CRT, davanti al nostro Andrea Iannone. Brillano poco gli azzurri in questi primi 45 minuti cronometrati: Michele Pirro è 16°, Danilo Petrucci e Claudio Corti (tornato in forma dopo la botta alla testa di Brno) rispettivamente 19° e 20°.

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