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MotoGP, Pernat: splende Marquez, tramonta Rossi

AUDIO. "Lorenzo il più completo, ma forse il mondiale è già perso. Pedrosa eterno secondo"

Il Gran Premio di Brno è stato il quarto consecutivo sotto il segno di Marquez, una stella che brilla di luce così intensa da mettere in ombra tutti i suoi rivali. Non ce l'ha fatta a batterlo Lorenzo, che si è spinto oltre i limiti nel tentativo, mentre Pedrosa sembra ancora una volta destinato al ruolo di gregario di lusso. Rossi, invece, non può fare addirittura altro che da spettatore. Ducati intanto continua il suo viaggio nelle retroie. Un fine settimana ricco di spunti, analizzato da Carlo Pernat, con lucidità e il consueto gusto per la provocazione.

Siamo di fronte a una generazione di fenomeni - afferma il manager genovese - Ne nasce uno ogni dieci anni, come Agostini, Spencer, Rossi e l’ultimo è Marquez. Marc è pazzesco, potrebbe essere il migliore di tutti, per lui le cose difficili sono facilissime. E’ un grande e anche mediaticamente un bel personaggio, potrebbe essere il numero 1 per molti anni. Si sta confrontando con il pilota più completo di tutti, Lorenzo, che non significa essere un fenomeno ma in questo momento è la cosa più difficile. Onore delle armi a lui, che ha dato il 120%. Però è sceso sconsolato dalla moto e non vorrei che avesse capito che per il mondiale non c’è più nulla da fare, sarebbe un peccato perché lui è un vero lottatore”.

Il passaggio del testimone è già avvenuto – continua – e ora stiamo assistendo al tramonto ancora velato di Valentino. Si rende conto che gli altri vanno più forte, lo dice con onestà, ma eravamo abituati a un altro Rossi. E’ un male, perché dal punto di vista comunicativo è ancora lui di gran lunga superiore a tutti”.

L’impressione data dalla Ducati è la solita: si arriverà a fine anno in queste condizioni. Non ci sono grossi sviluppi, si deve lavorare per la prossima stagione e sarà dura. Perché il gap è veramente grande. Anche la Yamaha dovrà darsi da fare. La Honda ha una moto perfetta guidata nel miglior modo possibile. Di Pedrosa si può solo dire che è sfortunato, si trova sempre sulla strada qualcuno che lo rende secondo. Ho l’impressione è che le gerarchie in squadra siano già decise”.

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