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MotoGP, Dovizioso: la GP14? Non a Valencia

"Serve tempo per un cambiamento radicale". Da domani test a Misano con Pirro

La gara di Brno ha riservato il solito, amaro copione ai piloti Ducati. A prescindere dai risultati degli avversari più rapidi, a Borgo Panigale ci si consola con la coppa interna del più veloce sulla D16, lavorando duro nel frattempo per sviluppare un nuovo progetto che deve cambiare radicalmente la rotta imboccata dal punto di vista agonistico.

Le giornate di prove non mancano, anche domani Pirro sarà a Misano per tre giorni per provare alcuni aggiornamenti, ma fin qui nessun cambiamento apportato alla moto originaria (o all'organigramma aziendale) ha portato a migliorie tangibili sul cronometro o in classifica. Il tempo è tiranno, ed il calendario nebuloso.

"È ancora troppo presto per sapere quando arriveranno aggiornamenti – ha ammesso Dovizioso, settimo a Brno davanti a Hayden – A casa lavorano a pieno regime, e diamo tutti il 100%. Non credo sia questo il problema, e la speranza che arrivi qualcosa durante la stagione c'è sempre. Ma il gap attuale è grande, e non basta migliorare un po'. Dobbiamo cambiare la situazione radicalmente per stare davanti. La gara di oggi è solo un'ulteriore conferma".

Se componenti e basta non sono sufficienti, in molti si chiedono se la nuova moto arriverà in tempo per i primi test post-campionato, in programma dopo il GP di Valencia...

"A Valencia qualcosa ci sarà, ma per una moto nuova credo ci voglia più tempo. Da qui alla fine del campionato è impossibile sapere cosa succederà. Per i cambiamenti che chiedo io, credo che ci vorrà più tempo".

Come giudichi il GP odierno?

"L'andamento della gara dipende dai punti di vista. Alla vigilia sembrava molto difficile, ma oggi sono abbastanza contento: sono riuscito ad essere costante, senza spingere oltre il limite ma facendo una gara d'attacco. Il limite è questo, non cambia. Ho fatto anche qualche giro con Bradl, ma non c'era modo di fare gara con lui. Ho cercato di risparmiare le gomme e guidare il più fluido possibile".

Sei riuscito a valutare gli ultimi aggiornamenti tecnici?

"La nuova erogazione mi aiuta a derapare con maggiore fluidità. Ma devo ancora prendere troppi rischi in ingresso di curva, perché fare un'intera gara così è impossibile. Oggi l'obiettivo era non superare 1'58.5 in gara, e ci sono riuscito. Tutti conoscono la situazione, non cerchiamo scuse. Non abbiamo veramente migliorato la competitività da inizio stagione a qui, e visto che i nostri avversari lo hanno fatto, forse siamo anche più lontani che ad inizio anno. L'obiettivo di squadra e sponsor è uno solo, migliorare".

Là davanti, invece, Marquez ha vinto il quarto GP di fila. Secondo te è più merito suo o della Honda?

"Quando ci sono dei fenomeni a guidare, non si può capire del tutto il limite della moto. Quindi non serve guardare a Marquez per capire i miglioramenti di Honda. Ma non lo considero più forte di Lorenzo, hanno stili diversi e moto diverse, non è detto che vadano altrettanto forte scambiandosi le moto. Al momento la Honda sembra più forte, ma non si può dire con certezza. L'anno scorso, Pedrosa e Lorenzo se la giocavano come oggi".

Non ha molto da aggiungere Nicky Hayden, che si prepara a lasciare Ducati dopo cinque anni e a raggiungere, probabilmente, il team Aspar al posto di Espargaró.

"Nei primi giri Dovi ha allungato, ma sono riuscito a raggiungerlo e a lottare con lui – ha dichiarato l'americano – Di nuovo verso la fine ci siamo trovati vicini, ma non c’era lo spazio necessario per fare un sorpasso pulito senza rischiare un contatto. Comunque siamo riusciti a migliorare la mia moto durante il warm-up e infatti in gara, sull’asfalto irregolare, ho avuto il miglior feeling di tutto il weekend con la gomma morbida all'anteriore".

Gara solida, senza miracoli, anche per Andrea Iannone. Reduce da due cadute in prova che hanno rischiato di danneggiare ulteriormente la spalla lussata in Germania, il pilota di Vasto ha corso un GP in solitario, chiudendo al nono posto.

“La gara è cominciata bene, sono contento. Durante i primi giri il mio passo era molto simile a quello di Nicky e Dovi, e sono riuscito ad essere costante – ha detto il pilota del team Pramac – Questo vuol dire che stiamo migliorando. Dopo il decimo giro però ho iniziato a far fatica, non avevo forza nelle frenate ed in accelerazione e non riuscivo a stare attaccato alla moto. Questo weekend è stato comunque positivo, dopo due cadute e molta fatica abbiamo fatto una buona gara".

Più sconsolato il collaudatore ufficiale e sostituto di Spies (anche se, taccuino alla mano, sembrerebbe il contrario) Michele Pirro, che di questi tempi è costretto a fare gli straordinari.

"Dopo il warm-up pensavo di poter avere un po’ più di fiducia con l'anteriore, ma non è stato così. L’unica cosa che abbiamo cambiato è stata la gomma morbida, ma non ha funzionato. Non ho voluto prendere rischi inutili anche perché ora mi aspettano tre giorni di test a Misano e poi la gara di Silverstone. Mi dispiace perché credevo davvero di fare meglio, ma vediamo di riuscirci la prossima settimana".

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