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MotoGP, Rossi: Marquez? speriamo vada in Formula 1

"Ancora problemi di setting, ma Burgess non è in discussione. Cairoli? Bisogna essere fieri di lui"

Il warm up aveva fatto sperare, la gara ha dato la conferma che nulla è cambiato da Indianapolis. “Il weekend tutto sommato è andato un po’ meglio” l’unica consolazione per Valentino, ma il risultato finale è lo stesso. Mentre Rossi era alle prese con le moto satelliti di Crutchlow e Bautista, i tre spagnoli si giocavano la vittoria a debita distanza. Poi Marc ha firmato l’ennesimo capolavoro, firmando il quarto successo consecutiva. “Penso che il suo primo anno è paragonabile solo a quello di Kenny Roberts, che riuscì a vincere il mondiale al debutto” dice il Dottore.

L’ultimo pilota a vincere quattro gare consecutive eri stato tu, nel 2008. Come lo giudichi?

Conoscete già la risposta (ride). La cosa più impressionate è che è salito 10 volte sul podio in 11 GP e non ce l’ha fatta al Mugello per un errore banale, e mentre era secondo”.

Come si può battere?

Potrebbe decidere di cambiare sport, magari di andare a correre in Formula 1. Potrei dargli qualche buon consiglio (ride). Scherzi a parte, lui e la Honda formano una coppia imbattibile. Non so se e quanto di più di Pedrosa. Ma anche lui ha dovuto arrendersi sul finale”.

Oggi hai lottato con Bautista, la sua moto è diversa dalle Honda ufficiali?

Sì, probabilmente c’è più differenza rispetto a quella di Crutchlow dalle nostre M1. La RCV ha un bilanciamento perfetto, si può guidare quasi come una supermotard, facendola scivolare in entrata di curva e guidandola in sovrasterzo. E’ una moto diversa dalla Yamaha, ognuna ha il suo cuore”.

Vuoi dire che Yamaha deve cambiare filosofia?

Al contrario, bisogna progredire su questa strada e io sono contento di potere essere di aiuto. Domani ci fermeremo qui per dei test, avremo qualche novità da provare”.

Lorenzo è stato battuto, ma il tuo distacco da lui al traguardo è stato importante.

Jorge in questo momento guida la M1 meglio di quanto faccia io, non lo nego, anche perché ha più esperienza di me su questa moto. Sette secondi da lui sono troppi, lo so. E’ questo che non mi rende soddisfatto, insieme ai 10 presi dalle Honda. Lorenzo però ha uno stile diverso dal mio e non posso copiare le sue regolazioni”.

Quindi è ancora un problema di setting?

Abbiamo lavorato un nuovo setup nelle ultime due gare, per risolvere i miei problemi in frenata. Un miglioramento c’è stato ma soffriamo ancora troppo. Soprattutto in qualifica, e non è un caso. Partire dietro è un problema, gli spagnoli scappano nei primi giri, mentre oggi io ero dietro a Cal e Alvaro. La seconda parte di gara non è stata male, ma il mio passo non era ai livelli dei migliori”.

Come Indianapolis?

Un po’ meglio. Ma il mio obiettivo qui era arrivare vicino ai migliori e magari provare a batterli. Ad Assen, al Sachsenring e anche a Laguna Seca la situazione era diversa. Anche guardando l’ideal time della gara non sono distante da Lorenzo, il problema è che lui riesce a essere veloce dal primo all’ultimo giro”.

Il problema è sempre al setting, Burgess è in discussione?

No, sono contento del suo lavoro e poi lavoriamo a stretto contatto con gli ingegneri giapponesi. Dobbiamo semplicemente trovare ancora trovare le giuste regolazioni. E nel lungo periodo lavora sulla moto, che comunque è un progetto competitivo. Penso di potere migliorare”.

Passiamo alle buone notizie: Cairoli ha vinto il 7° titolo in MX1.

Tanto di cappello a lui. Come italiani dobbiamo essere fieri di avere un pilota come lui, anche se il cross non è famoso come la MotoGP. Sta facendo quello che facevo io negli anni passati, la sua vittoria non è mai stata in discussione, ha dominato la stagione. Poi Tony è un amico, mi diverto sempre molto insieme a lui”.

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