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MotoGP Brno: Marquez, quarto potere

Poker di vittorie consecutive, davanti a Pedrosa e Lorenzo. Rossi quarto, Dovi settimo

Nonostante la giovane età, Marc Marquez è il dominatore indiscusso del campionato. Tra sorrisi e manciate di gas, il 20enne catalano sta riscrivendo, domenica dopo domenica, la storia del motomondiale. La vittoria di Brno manca la prima volta che un pilota si aggiudica quattro successi consecutivi in MotoGP dai tempi di Rossi (2008). Contando quella di Austin, però, le vittorie sono cinque: nessun esordiente ha fatto di meglio in 65 anni di storia del motomondiale. Sul podio, Marquez ha preceduto Pedrosa e Lorenzo, con i quali ha lottato dal primo all'ultimo giro. Quarto posto per Rossi, settimo per Dovizioso.

"Una vittoria inaspettata ed importante – ha commentato Marquez alla TV – Jorge ha spinto molto all'inizio, non me lo aspettavo ma sono riuscito a restare a contatto insieme a Dani".

"Le Honda sono più veloci e possono staccare più tardi – la replica sconsolata di LorenzoAlla fine ero distrutto fisicamente, e la gomma era consumata. Ho provato a tener Marquez alle spalle, ma non c'è stato nulla da fare. Bravi lui e Dani, ma anche io ho dato tutto quello che avevo".

LA CRONACA – Lorenzo "buca" tutti dalla seconda fila e si porta al comando davanti a Marquez e Pedrosa. Il poleman Crutchlow è quarto, davanti a Bautista, Rossi, Smith e Bradl. Più indietro le Ducati, con Dovizioso nono davanti ad Hayden. Il maiorchino guadagna subito metri importanti – un secondo in un giro – mentre i cinque piloti alle sue spalle rimangono compatti.

Il primo giro lanciato di Lorenzo è un 1'56.3, tre decimi più veloce del suo miglior tempo nel WUP, e lo spagnolo va in fuga mentre nelle retrovie Barbera trascina a terra Corti ed anche Pesek e Smith abbandonano la gara per una caduta. La risposta di Marquez e Pedrosa non si fa attendere, e dopo un paio di giri sono gli spagnoli di Honda a recuperare qualche decimo. Il copione resta invariato: tre spagnoli in testa, con Bautista, Crutchlow e Rossi ad inseguire in rapida successione.

Quando mancano 15 giri al termine, Crutchlow cade dopo aver realizzato il proprio miglior giro, lasciando Bautista e Rossi in lotta per il quarto posto: il "Dottore" marca un 1'56.5 che è il suo miglior riferimento personale e supera rapidamente lo spagnolo, ma è distante quattro secondi dal gruppo dei primi, dove il ritmo si alzato di un paio di decimi, ancora non abbastanza da considerare una rimonta.

A metà gara, il ritmo dei primi tre non accenna a calare e rimane di 1'56 medio. Il margine su Rossi e Bautista arriva a sei secondi, quando comincia a cadere qualche goccia d'acqua come segnalato dai commissari con bandiere bianche. Marquez osa di più e si riporta sugli scarichi di Lorenzo con Pedrosa al seguito, ma opta per una tattica attendista, per poi tentare l'affondo al quindicesimo giro: il rookie e Lorenzo si scambiano posizioni alla "esse", il maiorchino resiste all'esterno salvo arrendersi alla staccata successiva.

A cinque giri dal termine, Lorenzo contrattacca all'uscita dell'ultima curva buttandosi nell'incrocio di traiettorie, ma la sua nuova leadership dura poco. I due hanno un conto in sospeso da Jerez, e si rispondono colpo su colpo con Pedrosa che osserva furbescamente, pronto a cogliere l'occasione. Alle sue spalle, Bautista sorpassa Rossi che ha qualche problema in staccata e perde quasi un secondo in un paio di giri.

Anche Pedrosa passa Lorenzo al terzultimo giro, ed il trio resta compatto. Le posizioni rimangono però invariate fino al traguardo, con Marquez che vince la quarta gara consecutiva e quinta in totale, aumentando il proprio vantaggio in classifica a 26 su Pedrosa e 44 su Lorenzo. Quarto Rossi, che piega Bautista in volata salvando così una gara dove partiva dalla settima posizione. Dovizioso e Hayden tagliano il traguardo in rapida successione (ma senza contatti proibiti) in settima e ottava posizione, alle spalle di Bradl. Nono posto per Iannone davanti ad Espargaró, dodicesimo Pirro davanti a Petrucci.

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