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Ducati, viaggio nel limbo della MotoGP

Dovizioso: "la soluzione è lontana, ma non sottovalutate il nostro lavoro. Rischiamo sempre"

A Brno sia Dovizioso che Hayden hanno a disposizione un nuovo motore, con specifiche diverse che dovrebbero garantire un’erogazione della potenza più morbida. Nulla di rivoluzionario, come dimostrano i tempi di qualifica. La crisi è ancora lontana dalla fine e Andrea non lo nasconde, “le differenze sono minime, solo qualche miglioramento nella trazione”. Niente di speciale, ma non è una notizia che sorprenda i piloti. La rivoluzione non è alle porte, “servirà tempo per uscire da questa situazione e dobbiamo solo continuare a lavorare” ammette il Dovi.

La stagione della Rossa è peggiore di quanto ci si aspettasse, non ci sono più neanche quei guizzi in qualifica che servivano almeno al morale. “Un po’ era merito delle piste – spiega il forlivese – un po’ era dovuto al fatto che alcuni piloti non riuscivano a sfruttare la loro moto al 100%, ma adesso lo fanno. Ormai non abbiamo più possibilità di combattere contro gli altri”. Anche domani si preannuncia un derby bolognese e scendere in pista non è facile. “Mette alla prova l’uomo e il pilota – dice Dovizioso – soprattutto perché queste non erano le ambizioni di nessuno. Ma sto reagendo bene, mantengo le mie motivazioni. Però spesso si sottovaluta sia il lavoro che stanno facendo in azienda che quello che quello di noi piloti. Non andiamo a spasso, anzi rischiamo di più di quanto facciano quelli che ci stanno davanti”.

E la caduta è sempre dietro l’angolo. Oggi Iannone ne ha collezionate due, una nelle libere del mattino seguendo Rossi, “stavo spingendo, ci sta”, l’altra in qualifica, “non ho scaldato bene i freni nel giro di ingresso e mi sono trovato alla prima curva senza potenza quando ho stretto la leva”. Per evitare gli air fence si è buttato a terra, “e ho ribattuto la spalla infortunata” spiega. Poi si attacca ai punti positivi: “sono riuscito a entrare nelle Q2 e ho migliorato il mio tempo. Sono soddisfatto del lavoro della mia squadra”.

Come se non bastasse, la situazione è critica anche per Michele Pirro. Completamente nel pallone. “E’ tutto come a Le Mans, dove usai la moto standard – le sue parole – Non riesco a trovare confidenza, a fidarmi in frenata. L'anteriore si chiude. Praticamente giro ancora sui tempi del primo turno di libere. Sarà così anche a Silverstone e risalire sulla Desmosedici laboratorio per i test non mi aiuterà”.

Non bisogna nascondersi, la situazione è critica. Hayden è ormai il passato, Dovizioso stringe i denti, Iannone deve fare i conti con gli infortuni, Spies è ormai una scheggia impazzita da mettere alla porta al più presto. C’è il futuro da costruire, e dalle fondamenta. Se Ben andrà via bisognerà scegliere con chi sostituirlo. Una moto nuova è l’esigenza, ma dalle parole dei pilota non sembra che si sia ancora trovata la strada da seguire. Ducati è forse nel momento peggiore in cui si sia mai trovata. Gli sponsor scalpitano, i tifosi fremono, i piloti borbottano. Bisogna battere gli avversari, ma prima ancora si deve vincere una lotta contro se stessi. Il tempo non perdona e ne è già passato troppo.

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