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MotoGP, A Brno Pesek torna, i conti ancora no

All'origine del caso spazi comprati da Lukas e mai saldati, ma correrà il GP di casa

Si aggiungono pezzi alla vicenda Pesek a Brno, dopo che il pilota ceco aveva comunicato ieri in una conferenza stampa che Indianapolis era stata la sua ultima gara con il team Iodaracing. Oggi però era regolarmente nel paddock con indosso i colori della squadra ternana. “Lukas correrà con noi questo fine settimana” assicura il patron Giampiero Sacchi.

Solo un brutto sogno? Un pesce d’aprile in ritardo di mesi? Un colpo di sole? Non proprio. Perché il posto di Pesek in realtà rimane traballante e per lo stesso motivo detto ieri: un pagamento non avvenuto. Come sono andate le cose lo chiarisce lo stesso Sacchi: “con Lukas abbiamo firmato un contratto in un cui lui si impegnava ad acquistare alcuni spazi sulla moto da destinare a degli sponsor. I termini previsti per il pagamento sono scaduti, ma non è ancora arrivato il saldo”.

La procedura non è nuova. Il pilota si impegna in prima persona con il team, poi rivende gli spazi pubblicitari. Magari guadagnandoci anche qualcosa e ricavando così il suo stipendio. Lukas aveva trovato l’acquirente, ma non ha ancora ricevuto nulla in cambio. “Per questo ieri ha detto che quella di Indianapolis avrebbe potuto essere l’ultima gara con noi – continua il team manager – E’ stato anche un suo modo per venirci incontro, per cercare di dare una sorta di ultimatum”. I colloqui stanno procedendo anche nel paddock e per questo fine settimana il posto di Pesek è salvo.

Non c’è niente di irregolare nel rapporto fra pilota e team, anzi tutto è nero su bianco, ma questa situazione lascia comunque un’ombra dietro di sé non troppo edificante. I panni sporchi sono stati lavati in pubblico e il risultato è che è stata l’immagine di tutto il campionato a rimetterci. Iodaracing non è certamente l’unica squadra ad avere accordi in essere di questo tipo, ma svelati tutti gli altarini rimane un certo rammarico. Anche perché alle spalle c’è un main sponsor, la CAME, che dovrebbe garantire l’intera stagione da un punto di vista economico. Dovrebbe anzi essere una delle condizioni per accettare l'iscrizione di una squadra. Come nessuno obbliga un pilota a pagare per correre, questo vale anche per i team.

I budget vanno rispettati, su questo non c’è dubbio, ma vedere un pilota che si espone in prima persona e addirittura rischia di perdere il posto non può far pensare che a un castello di carta sensibile a ogni brezza. Si dirà che non è una questione di sport, ma esclusivamente economica, che i team sono delle aziende in tutto e per tutto e i conti devono quadrare. Se lo sport non c’entra, però, allora tanto varrebbe rimpiazzare i GP con i risultati della borsa. Almeno mancherebbe qualsiasi ipocrisia.

 

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