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MotoGP, Crutchlow: Marquez il top? Dategli una M1

"Lorenzo? Rimane il più forte. Il nuovo serbatoio? Vorrei liberarmene. A Brno posso giocarmela"

Risolto il rebus contrattuale con l'annuncio dell'approdo in Ducati a partire dal 2014, Cal Crutchlow ha una sola missione per le rimanenti otto gare in calendario: dare il massimo, senza nulla da perdere, imparando il più possibile da piloti ufficiali e perché no battendoli qua e là. Secondo il britannico, tuttavia, la sfida tecnica è impari.

"Il modo in cui Dani ha passato Jorge in rettilineo a Indianapolis è stato imbarazzante – ha commentato il pilota del team Tech3 – Se Lorenzo avesse una Honda, o la Yamaha avesse l'accelerazione e la velocità della RC213V, oltre alla potenza frenante di quella moto, Jorge potrebbe tranquillamente battere Pedrosa e Marquez. La M1 rimane molto competitiva in fase di percorrenza, ma soffre più del solito sotto altri aspetti, come l'affidabilità del motore, dove la Honda pare imbattibile nonostante non risparmi di certo i propulsori".

"Jorge ha preso la sua decisione, e non sta a me commentare", il laconico commento di Crutchlow quando un giornalista gli ricorda che il maiorchino ha avuto lo scorso anno la possibilità di cambiare casacca, al quale aggiunge che Lorenzo "può ancora vincere il campionato con Yamaha, ma sarà più difficile che su Honda. Credo che Marquez sia il favorito a questo punto, ma Lorenzo non è battuto. Mi piacerebbe vederlo provare altre moto".

Il tecnico e scorrevole circuito ceco, tuttavia, potrebbe far pendere l'ago della bilancia verso la M1.

"Qui sia Lorenzo che Rossi saranno difficili da battere, ma Marquez sta guidando in modo incredibile. Dani invece non è forte, in ottica e campionato, come Marquez e Lorenzo. Può vincere più gare di chiunque altro, ma in giornate nere bisogna saper portare a casa il massimo. Lorenzo è imbattibile sotto l'aspetto della costanza, come ha dimostrato anche lo scorso anno".

Per quanto riguarda sé stesso, Crutchlow deve invece fare i conti con il vecchio detto "non è tutto oro quel che luccica"...

"Ho voluto il nuovo serbatoio tutto l'anno, ed ora vorrei liberarmene. A Indianapolis, per la prima volta, ero vicino ai primi tre nei primi giri. Ero a meno di un secondo e mezzo dal primo, un chiaro miglioramento, per il quale però abbiamo pagato un caro prezzo negli ultimi giri, quando ho rallentato vistosamente. In passato ero più veloce sul finale, come del resto Valentino. Il setup scelto da Lorenzo non piaceva né a me né a Rossi, ed abbiamo scelto strade diametralmente opposte, come dimostra l'andamento delle rispettive gare".

Con la consueta attitudine sincera e stoica, il britannico guarda comunque al lato positivo.

"In passato non sono mai andato bene a Indy, e fare quinto rimane un buon risultato. Lo stesso era già successo al Sachsenring, dove mi sono giocato addirittura la vittoria. Sono sempre il primo dei piloti satellite, e non posso fare molto più di così, però preferirei non perdere troppo tempo sul finale, e piuttosto fare una gara in rimonta. Il problema è che nei turni di prove è difficile fare simulazioni, bisogna concentrarsi su altre cose. In America ci mancava accelerazione, avevo più potenza nella mappa rispetto a Valentino e Jorge, ma sul finale a malapena potevo stare in scia a Bautista".

Guardando al futuro, in molti si chiedono quali sorti riserverà all'iconico pilota di Coventry il matrimonio con la seducente quanto bizzosa Desmosedici. Per il motociclismo britannico, tuttavia, già avere un proprio rappresentante su moto ufficiale in classe regina rappresenta una svolta. Non succedeva dai tempi di Ron Haslam con la Cagiva nel 1990.

"È una questione di opportunità. I migliori hanno sempre la moto migliore, e spagnoli e italiani hanno sempre ricevuto le moto ufficiali. I piloti britannici faticano ad arrivare in MotoGP, hanno più radici in Superbike. Non so se si tratti di una questione di sponsor, o il fatto che correre con una quattro tempi sia relativamente economico in Inghilterra. Solo Hayden ha ottenuto buoni risultati venendo dalle derivate di serie, ma lo ha fatto quando era molto giovane ed arrivando nel team ufficiale HRC. Il motociclismo come sport è più sviluppato in Spagna ed Europa: più sponsor, più esposizione mediatica, piste migliori. Però non vedo nessun altro pilota 'brit' in grado arrivare dalla SBK o dalla WSS e ricevere un buon trattamento tecnico. E molti di loro non sono meno forti di me. Ho lottato duramente con piloti come Rea e Haslam, ma non c'è molto posto nel motomondiale ora. Quando cambieranno la regola delle quattro moto 'factory' per casa e livelleranno le specifiche tecniche, allora potrebbero cambiare le cose".

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