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MotoGP, Pernat: Ducati, occorre un progetto nuovo

"La Honda domina, la Yamaha insegue. Ducati, tutto da rifare. Rossi? E' dura"

Come sempre Carlo Pernat le dice, non le manda a dire. Per lui il Gran Premio di Indianapolis è stato in bianco e nero, senza livelli di grigio. Da una parte le cose buone, dall'altra quelle cattive. Di qua la Honda, di là la Yamaha. E ancora più lontana la Ducati, veramente ormai nel girone dei dannati.

Una gara, quella di Indy, che Carletto ha visto soprattutto dal lato tecnico, senza dimenticarsi però dei piloti: Marquez sempre più fenomeno, Lorenzo sul medesimo livello, Pedrosa ormai in ombra e Valentino Rossi capace solo a sprazzi di far vedere l'antica grandezza.

"Penso che al di là dei fenomeni come Marquez, Lorenzo e Pedrosa questa giornata merita una analisi tecnica e ciò che ci ha detto è che la Honda è nettamente superiore alla Yamaha - ha detto Pernat - Ed è la prima volta negli ultimi anni che si vede una differenza così grande. Anche le sue moto satellite sono all'altezza delle M1 ufficiali.

Il povero Lorenzo deve lottare anche contro Bautista e Bradl che hanno moto clienti. Hanno fatto un salto in avanti. Niente da dire, complimenti alla Honda ma la Yamaha deve correre subito ai ripari. Direi che questo fino a tre, quattro anni fa non succedeva. La Honda partiva sempre con un telaio sbagliato che poi metteva a posto nel corso del mondiale. Credo che l'arrivo di Nakamoto, della nuova gestione, abbia portato a questa situazione. Detto questo Marquez ogni giorno in più dimostra di essere un fenomeno. E sbaglia anche. Fa diversi errori, come abbiamo visto. Se non li facesse chissà dove sarebbe.

Lorenzo se avesse una moto competitiva potrebbe ancora giocarsela con Marc ma in queste condizioni sarà molto difficile. La Ducati come sempre merita un discorso a parte. Occorre un progetto nuovo, così non si può andare avanti. La Ducati sta sul fondo. Il campionato comunque è bello perché ci si diverte vedendo guidare Marquez e Lorenzo, un po' meno Pedrosa. Anche Valentino, quando si ritrova, si diverte e ci fa divertire. Quando gli si accende la luce torna ad essere lui. Però i due anni Ducati ce li ha ancora in testa ed a 34 anni sarà dura ritornare a fare quello che faceva prima anche perché gli altri sono veramente cresciuti tantissimo".

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