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MotoGP, Marquez: perfetto ma difficile ripetersi

Marc aspetta la risposta di Lorenzo. "Spero di avere il seamless a Brno, le Honda sono superiori"

Marc Marquez è il re dell’America oltre che del campionato. Con la vittoria di Indianapolis ha chiuso il cerchio, completando il tris di gare a stelle e strisce iniziato ad Austin e continuato a Laguna Seca. E’ solo un altro record, dei tanti che il pilota di Cervera si sta divertendo a demolire. Dopo dieci gare non solo comanda la classifica con 26 punti su Pedrosa e 35 su Lorenzo, ma ha già vinto a poco più di metà campionato che i due avversari messi insieme alla loro stagione di debutto.

Il racconto della sua gara lascia ancora più sorpresi. Tutto sembra così facile detto da lui da apparire quasi scontato. “Sapevo che la parte decisiva della gara sarebbe stata la seconda, quando le gomme avrebbero incominciato a scivolare – spiega – All’inizio ho seguito Jorge e Dani, non ho fatto una nella partenza, è il punto in cui sono più debole. Poi li ho passati e ho imposto il mio ritmo. Mi sono divertito a controllare la derapata”. Le lunghe virgole nere lasciate sull’asfalto ne sono la dimostrazione. “A me questo tracciato piace – risponde a chi gli ricorda che altri piloti sono stati molto critici – Le piste non possono essere tutte uguali, bisogna sapersi adattare”.

Lui l’ha fatto nel migliore dei modi, sfruttando le debolezze degli avversari. Lorenzo è andato in crisi col posteriore. “Il lato destro della gomma posteriore era distrutto e pensare che avevo timori per il sinistro prima di partire – le sue parole – Non mi è mai successo una cosa del genere, rischiavo di cadere a ogni curva. Ho pensato solo ad arrivare alla fine”. E’ questo il motivo per cui è più deluso, non tanto per la vittoria sfumata perché “le Honda erano più veloci e Marc migliorava giro dopo giro, è stato incredibile”.

Invece ha dovuto arrendersi a Pedrosa, che mostra sul volto i segni della fatica. “E’ stata durissima, non ho potuto allenarmi nelle ultime settimane e non avrei mai creduto di potere arrivare secondo – ammette – Il primo a essere sorpreso sono io. La Honda si muove molto, ancora di più con le gomme finite. Bisogna essere agili in sella, io invece ero molto rigido. Però questa gara è stato un buon allenamento che mi sarà utile anche per Brno”.

E quel momento arriverà molto presto. “In Europa sarà tutto diverso – riflette Marquez – Proverò a continuare come ho fatto fin qui ma sarà difficile. Questo è stato un weekend perfetto, ma non sarà facile ripeterlo. Brno e Silverstone sono due piste dove Jorge e la Yamaha sono andati sempre bene e partirà avvantaggiato avendo fatto i test due settimane fa. Sono in testa al campionato, ma mancano ancora otto gare. Niente è già scritto”. Lo spera anche Lorenzo, che punta sulla Repubblica Ceca per la riscossa. “La Yamaha si troverà più a suo agio nella prossime piste – assicura – ma abbiamo bisogno di qualche evoluzione alla moto, così è difficile battere le Honda”. Qualcosa come il cambio seamless per esempio, “non penso che la nostra situazione affretti la sua introduzione e neppure che faccia una grande differenza. Ma spero di averlo presto, magari già la prossima settimana”.

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