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MotoGP, Indy: Marquez riscrive la storia

I numeri della Brickyard: Pedrosa il più vincente, Lorenzo il più costante. USA in crisi

Alla vigilia dello sbarco in massa del motomondiale a Indianapolis, Marc Marquez continua ad aggiungere record alla sua già illustre lista.

L'esordiente spagnolo, che comanda la classifica iridata con 16 punti di vantaggio su Pedrosa e 26 su Lorenzo, ha chiuso il "girone di andata" in crescendo, con due vittorie consecutive al Sachsenring e Laguna Seca, strappando l'ennesimo record di precocità a Freddie Spencer (autore di una doppietta in Sud Africa e Francia nel 1983, all'età di 21 anni e 104 giorni contro i 20 anni e 154 giorni di Marquez). L'ultimo rookie a riuscire nell'impresa, seppur più "anziano", era invece stato Kenny Roberts tra Austria e Francia nel 1978. In quell'anno, l'americano fu l'ultimo pilota a vincere più di due GP nell'anno d'esordio in classe regina, altra impresa abbondantemente alla portata dello spagnolo dal momento che restano nove tentativi a disposizione. Per la cronaca, Roberts ne vinse quattro. Marquez, per ora, tre.

Come se non bastasse, il pilota Honda ha già raccolto otto podi. Solo Rossi fece meglio all'esordio nella classe regina, con dieci rostri nel 2000 su Honda. Un altro record nel mirino è poi quello di punti totalizzati nella stagione di debutto, attualmente in mano a Pedrosa che nel 2006 chiuse a quota 215.

Il suolo di casa non sorride invece particolarmente ai piloti americani. L'ultimo "yankee" a vincere un GP fu Ben Spies, ad Assen nel 2011, mentre lo scorso anno, per la prima volta da quando si corre a Indy, nessuna bandiera a stelle e strisce ha sventolato sul podio. Nicky Hayden (2º nel 2008 e terzo nel 2009) e Ben Spies (2º nel 2010 e 3º nel 2011) detengono il record alla "Brickyard" con due podi a testa.

Il record assoluto di vittorie appartiene invece a Pedrosa, due volte sul gradino più alto del podio della MotoGP, rispettivamente nel 2010 e 2012, mentre Jorge Lorenzo ha realizzato più podi, quattro in totale. Entrambi dovranno sfruttare al meglio la propria affinità con il tortuoso e atipico tracciato americano, per rallentare quanto possibile a Marquez la caccia all'ennesimo record.

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