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MotoGP, Pedrosa: campionato pazzo, ora decisiva

"Tre settimane cruciali". Lorenzo: "Sono stanco, e da qui sarà più dura di prima"

Tre settimane di riposo hanno indubbiamente fatto bene a Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo, autori di una gara "a denti stretti" a Laguna Seca, entrambi infortunati alla clavicola. Mentre i due lottavano per contenersi a vicenda, tuttavia, Marc Marquez approfittava dei rivali feriti per prendersi la gloria. Ora, il campione ed il vice-campione in carica sono costretti ad inseguire.

"Tre settimane di riposo mi hanno fatto bene – ha dichiarato Dani Pedrosa, che a Indianapolis ha raccolto due vittorie ed un secondo posto negli ultimi tre anni Ho preferito non andare in villeggiatura, ho preso tempo per rilassarmi e recuperare dallo sforzo fatto a Laguna Seca. Ora mi sento molto meglio, ma non saprò veramente il mio livello fino al venerdì".

Lo spagnolo, dopo aver convissuto con un pilota difficile come Stoner, ha però trovato un vicino di casa forse ancora più scomodo, che con il suo mix di tattica e istinto ha mischiato non poco le carte in tavola fin qui, aggiungendo spettacolo nello spettacolo.

"Fin qui è successo un po' di tutto in questa prima metà della stagione – ha analizzato il fantino di Sabadell – Le prossime tre gare cominceranno a definire la piega che prenderà il campionato. Non vedo l'ora di riunirmi alla squadra e montare in sella. A Indy ho sempre fatto buoni risultati, ma è una pista difficile. Ci sono tre tipi di asfalto, ed è difficile trovare il setup giusto, specialmente se piove. Vedremo che cosa avrà in serbo per noi il meteo".

Piegato, ma non sconfitto, anche Jorge Lorenzo. Il maiorchino ha promosso a pieni voti, come Rossi del resto, il nuovo cambio portato da Yamaha a Brno. Tuttavia, con quattro motori già punzonati ed uno solo su cui montarlo, la situazione non sembra sorridere troppo al campione in carica con nove GP ancora in calendario.

© Photozac"Il girone di ritorno riparte dagli Stati Uniti, e sarà ancora più duro di quello di andata – ha detto Lorenzo Sono riuscito a riposarmi un po' dopo Laguna Seca e poi sono andato a Brno per i test privati, dove ho potuto constatare la mia condizione fisica in due giorni di prove. Sono un po' stanco, anche perché dopo le cadute di Assen e del Sachsenring non ho avuto molto tempo per recuperare, ed ora ci aspettano tre gare consecutive".

A preoccupare Lorenzo è anche lo storico dei risultati, che parla di due vittorie per lui e Rossi rispettivamente nel 2009 e nel 2008, a fronte però dei tre successi consecutivi di Honda.

"Mi sento sicuramente meglio che tre settimane fa, ma ho ancora bisogno di tempo per tornare al 100% e non sarà facile perché il calendario è serrato e dobbiamo lottare per non perdere punti. In ogni caso, nonostante la situazione non ideale, vado ad Indy pronto a dare tutto quello che ho".

"Dopo una prima giornata difficile, Jorge ha ritrovato il ritmo a Brno. Era importante che riprendesse confidenza con la moto dopo un mese difficile", ha aggiunto il team manager Wilco Zeelenberg.

La fretta, si dice, è cattiva consigliera. Ma se si vuole il titolo, nemmeno ce la si può prendere con calma. Fin qui Marquez ha saputo trovare l'equilibrio mentale e agonistico più di chiunque altro. Ora Pedrosa e Lorenzo devono dimostrare di essere loro i veri re di Spagna. Tre pretendenti potrebbero essere troppi, e non è detto che la corona vada al primogenito. Sicuramente, al più valente e saggio. E sotto questo aspetto, Marquez sembra aver ben più anni di quelli che segna la carta d'identità.

"Mi interessa soprattutto capire l'aderenza con le Bridgestone, che su questa pista ha rappresentato un problema in passato. Prenderò il tempo necessario durante le libere", ha detto il capo-classifica.

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