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SBK: regolamento nuovo ma incompleto

Otto motori, ciclistica calmierata e nascita della EVO. Ma mancano le cifre

Dopo una lunga fase di gestazione, il nuovo regolamento del campionato Superbike ha finalmente ricevuto l'approvazione ufficiale da parte di FIM, Dorna e MSMA (organo rappresentativo dei Costruttori).

Nulla di nuovo rispetto a quanto anticipato da un paio di mesi a questa parte. Ecco i punti salienti:

– numero di motori fissato ad 8 per pilota per l'intera stagione

– numero limitato di rapporti del cambio a disposizione

– tetto ai prezzi per freni e sospensioni

– introduzione della categoria EVO, che si atterrà al regolamento Superbike per quanto riguarda telaio, sospensioni e freni (con gli stessi prezzi calmierati in vigore per le SBK "pure") mentre seguirà le specifiche della Superstock per quanto riguarda motore ed elettronica.

In più, per rimpinguare la griglia, i membri della MSMA hanno raggiunto un accordo per fornire pacchetti analoghi a quelli "factory" ad un prezzo fisso (con aggiornamenti e manutenzione da fare a stagione in corso) per li 2014, 2015 e 2016.

Tuttavia, che cosa ciò significhi "in soldoni" e quanto gioverà ad una classe regina delle derivate di serie che soffre l'onda lunga della crisi economica dal punto di vista di pubblico e sponsor, è impossibile dirlo. Mancano informazioni fondamentali, come l'importo preciso dei calmieri imposti alle componenti di ciclistica, così come il prezzo applicato ai modelli su richiesta da parte della MSMA, moto che ovviamente non hanno lo stesso valore e competitività a seconda del costruttore .

L'obiettivo della EVO, come già fatto dalla Dorna con la CRT, è chiaro: attirare nuovi partecipanti per liberalizzare parzialmente il mercato ed abbassare i prezzi delle moto "clienti". Tuttavia, l'esperimento CRT non è stato privo di inconvenienti. Basti ricordare le prestazioni (per usare un eufemismo) non all'altezza che di fatto le hanno trasformate in un campionato parallelo, mettendo a repentaglio l'immagine e la sicurezza della MotoGP. Certo, in questo caso la nuova regola ha filosoficamente più ragion d'essere dal momento che di derivate di serie sempre si tratta, cambiano solo i livelli di elaborazione.

Non c'è invece menzione dell'abolizione del "rolling chassis", regola che abolisce la seconda moto per pilota ed ha creato non pochi problemi in Superpole (vedi Melandri a Silverstone) e tra una gara e l'altra senza peraltro ridurre i costi.

Insomma, il comunicato diffuso da qualche certezza ma poche (o nessuna) novità. Ulteriori aggiornamenti dovrebbero essere diffusi il 26 agosto, nel frattempo si aspetta, sperando che la lunga notte di mezza estate porti consiglio…


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