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MotoGP, Test Brno: Yamaha cambia marcia

Il "seamless" dimezzerebbe i tempi di cambiata, ma quanto è affidabile?

Complici i guai fisici di Jorge Lorenzo e la rapida crescita di Marc Marquez nel suo primo anno in classe regina, la Honda ha chiuso il "girone di andata" del motomondiale con due vittorie consecutive rispondendo ai tre successi di fila realizzati da Lorenzo (2) e Rossi (1) tra il Mugello ed Assen. Quanto basta per preoccupare la Casa di Iwata, che rischia di vedersi strappare lo scettro conquistato dal maiorchino a vantaggio della storica rivale.

È giunto quindi il momento, letteralmente, di cambiare marcia. A Brno, nonostante la massima segretezza che vige nei box, è stato portato per la prima volta il tanto atteso cambio "seamless" che Honda e Ducati montano già dalla scorsa stagione. A tentare di darne prova concreta, il sempre ben informato sito MotoMatters, che ha analizzato stralci di audio provenienti dai test per poi confrontarli con segmenti del passato. La differenza (in positivo) salta agli occhi: nelle cambiate la M1 impiega ora 0.016 secondi, contro gli 0.038 di prima, cioè meno della metà.

Lo standard della Honda (0.009 secondi in media) resta il riferimento, ma due centesimi in meno, a questo livello, possono fare una differenza tutt'altro che risibile. L'obiettivo dichiarato è sempre stato quello di migliorare l'accelerazione in uscita di curva, vero punto di forza della RC213V. A questo proposito, la nuova trasmissione consentirebbe di stabilizzare la moto nelle cambiate ad angoli di piega marcati, dove la M1 è fin qui apparsa meno fluida e docile della concorrenza.

Alcuni dubbi però rimangono: che vantaggio nei tempi sul giro può portare il cambio nuovo? Si parla di due decimi, ma serve la controprova della pista. Più che altro, le migliorie si dovrebbero tradurre in una maggiore fiducia ed anticipo da parte dei piloti in fase di apertura del gas.

Inoltre, con solo cinque motori a disposizione per la stagione, può il nuovo cambio essere montato senza punzonare un nuovo propulsore? La situazione è già abbastanza critica per la Casa di Iwata, che rischia una partenza dalla pit-lane, ma il senso comune suggerirebbe l'intercambiabilità dei due sistemi.

Questo però ci porta all'inevitabile domanda sull'affidabilità del cambio nuovo. Oggi a Brno Rossi è uscito in una via di fuga senza riuscire a re-innestare la marcia prima che un tecnico lo spingesse verso la pista. Solo un inconveniente o un segno che il nuovo cambio non è ancora "maturo"? Solo il tempo potrà dare risposte definitive…

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