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MotoGP, Ducati-Crutchlow: relazione pericolosa

BIENNALE UFFICIALE. Una scommessa per pilota e Casa. Espargaró in Tech3

La notizia, già trapelata da tempo, mancavo solo la conferma ufficiale: Cal Crutchlow correrà con il team ufficiale Ducati MotoGP nei prossimi due anni. Al posto del britannico nel team Tech3 arriverà, come già annunciato, Pol Espargaró.

Che cosa significa questo per le sorti del britannico e della D16 made in Borgo Panigale? È presto per dirlo, ma sicuramente l'accordo comporta dei rischi da parte di entrambe le parti. Per prima cosa, Crutchlow si riunirà ad Andrea Dovizioso con il difficile compito di riportare in alto una moto, la Desmosedici, in caduta libera dal punto di vista dei risultati da quasi tre anni. L'impegno ed i mezzi, in Ducati, non mancano di certo. Tuttavia, lo storico dice chiaramente che essere competitivi con altri mezzi (Rossi, Hayden e Dovizioso hanno tutti vinto dei mondiali) non basta per esserlo anche sulla moto italiana.

Il rischio lo corre anche Ducati, investendo su quello che si è dimostrato un pilota dall'ottimo potenziale di crescita (già quattro podi nel 2013, e lo status indiscusso di #1 su moto "satellite") ma che, con Lorenzo, Pedrosa e Marquez al vertice, farebbe comunque fatica a vincere il titolo mondiale. Inoltre, Crutchlow non ha fin qui ricoperto il ruolo di collaudatore in MotoGP ed ha la tendenza a parlare con una franchezza fuori dal comune. Bello per lo sport, a volte meno per gli sponsor.

Ogni rischio, però, nasconde un'opportunità. Ovviamente, Crutchlow ha fatto bene i conti (anche in banca) e ha deciso di giocarsi l'unica carta a disposizione per entrare in un team "factory" ed assicurarsi un contratto multimilionario (si parla di 5 milioni per il biennale) al picco della propria carriera. A ben vedere, il britannico ha tutto da guadagnare e niente, o quasi, da perdere.

Discorso leggermente più complesso per la Casa emiliana, che ogni qual volta che si lega ad un pilota dal rendimento comprovato ci mette la faccia. D'altronde, Crutchlow era, numeri alla mano, il pezzo più pregiato nel piccolo mercato di "free-agent". La GP14, o comunque si chiamerà, sarà ben diversa dalla moto attuale. In molti già sognano una coppia moto-pilota "ignorante" quanto basta per riportare lo storico marchio italiano dove gli compete.

Nel frattempo le "fortune" di Crutchlow vengono osservate da chi, come lui, correva in Superbike. Il salto, in molti casi non riuscito, si può fare. E la gestione di Dorna di entrambi i campionati può favorire osmosi interessanti e destinate a tener viva l'attenzione del pubblico durante la pausa estiva.

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