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MotoGP, Pirro: la gomma conta più della moto

Test a Misano "con le gomme 2012. Con più opzioni potremmo limare 8 decimi"

Ducati ha fatto gli straordinari prima delle vacanze estive – la MotoGP ripartirà il 18 agosto a Indianapolis – con una giornata di test a Misano, la terza questo mese dopo le prove che avevano preceduto l'appuntamento del Sachsenring. Nulla di radicale sul banco di prova per Dovizioso, Pirro e Battaini, solo particolari di ciclistica, motore, ed elettronica per mettere maggiormente a fuoco la strada dello sviluppo per la prossima stagione.

"Quest'ultimo test è stato contraddistinto dal caldo – ha detto il collaudatore Michele PirroCi siamo concentrati sul confermare alcuni dettagli con l'ultima evoluzione di telaio, quella che aveva portato in Germania Dovizioso ma sfortunatamente non aveva potuto provare a causa di una scivolata al venerdì. Abbiamo raccolto informazioni importanti per i tecnici a casa, per aiutarli a capire se stiamo procedendo sulla strada giusta".

Occhi indiscreti hanno rivelato tempi sul giro sull'1'35 basso. I riferimenti sono in linea con quanto fatto da Valentino Rossi in gara lo scorso anno, quando il pesarese fece secondo. Ma le similitudini si fermano qui e servono a poco, anche perché, ha rivelato Pirro "sono state utilizzate le gomme con la specifica 2012".

Proprio ieri la Bridgestone ha annunciato che porterà un nuovo pneumatico posteriore "hard" a partire da Brno per dare maggiore flessibilità ai piloti, fin qui quasi sempre orientati verso mescole più morbide. Le gomme, per ora, rimangono forse l'ostacolo più arduo da aggirare per Ducati, in calo progressivo di performance da quando nel 2009 si è passati al monogomma.

"Più che un monogomma, siamo in un regime di singola gomma, perché la dura fin qui non l'ha praticamente utilizzata nessuno. Tanto di cappello ai nostri avversari, ma io che ho fatto da tester Pirelli quando correvo nella Stock tra italiano e mondiale, sono sicuro che con più opzioni a disposizione potremmo recuperare 7/8 decimi. Nessuno sa veramente che tipo di lavoro svolgano in Giappone, dove fanno i test a porte chiuse. Della nuova 'dura' non sapevo nulla, ma a questo punto perché non farcela provare ieri?"

Pensare che fu proprio Ducati a dare a Bridgestone il primo risultato di prestigio nel motomondiale, centrando il titolo nel 2007 con Casey Stoner.

"La scelta fatta da Suppo allora si rivelò azzeccata, ma c'erano anche condizioni molto diverse. La Bridgestone mandava un test rider a provare gli pneumatici prima di ogni gara. Ora c'è meno flessibilità, e conta quasi più la gomma della moto. Ducati è un'azienda piccola rispetto a Honda e Yamaha, ma stiamo lavorando tutti a denti stretti e con grande dedizione. Non è facile, ma ho sposato questa Casa e credo in questo progetto".

L'azienda di Borgo Panigale sta però vivendo i giorni più duri da quando ha iniziato la propria avventura nel motomondiale nel 2003.

"Non abbiamo fatto i passi avanti che speravamo, ma un miglioramento c'è stato. Le cadute sono diminuite, ed i tempi sul giro migliorati su ogni pista dove si potessero fare confronti realistici. Molti ci criticano e dicono che bisognerebbe fare un progetto più radicale, ma non è facile. Lo staff tecnico deve comunque dare qualche garanzia, perché parliamo di progetti che costano milioni. Certo, l'arrivo di risultati buoni è nell'interesse di tutti. Da chi lavora duro a casa fino alla Dorna. Come dimostra il caso di BMW in Superbike, il rischio 'ritiro' c'è per tutti".

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