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MotoGP, Laguna Seca: il bello, il brutto, il cattivo

Marquez riscrive la storia. Rossi non si tira indietro, in attesa di Lorenzo e Pedrosa...

L’ottovolante può esaltare o far venire la nausea. Se ti chiami Marquez l’opzione è solo una. Marc ha replicato il capolavoro del suo mito Valentino aggiungendogli qualche tocco personale. Il maestro ha potuto apprezzarne l’esecuzione da vicino e ha approvato. Avvitamento perfetto giù per la discesa anche per il tedesco Bradl, un po’ stanco di recitare il ruolo di eterna promessa. Forse hanno passato più tempo fra i medici che con i meccanici, ma Pedrosa e Lorenzo sono usciti a testa alta dai giri della morte. Nel mentre, Valentino teneva alto, ma non troppo, l’onore della Yamaha mentre Crutchlow sprofondava. Ora tutti al mare. La Ducati no, prova a Misano. E ne ha bisogno.

IL BELLO – Per trovare un termine di paragone si vanno a rispolverare gli archivi e campioni de passato. Forse l’unico metro a cui misurarsi è già solamente se stesso. Marc Marquez sta riscrivendo la storia del motociclismo. Non copia, migliora. La stagione del debutto coincide quella della consacrazione, anzi gliene è bastata appena mezza. Può assomigliare a tanti ma non è uguale a nessuno. I campioni sono così: unici.

IL BRUTTO – Non avere Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa in perfetta forma. Quello che sembrava l’ennesimo campionato a due sta riservando più emozioni del previsto. Fra outsider, eroi di giornata, promesse, ritorni e conferme i pretendenti alla corona crescono. Mancano però i due favoriti, cosa che non toglie un briciolo di merito a chi c’è, ma probabilmente un po’ di spettacolo sì.

IL CATTIVO – Il sorpasso di Marquez su Rossi è uno di quei momenti che servono al motociclismo. E’ un gesto perfetto, spettacolare, indimenticabile emozionante. Regolare? Forse no, ma non è quello il problema. Lo show giustifica tutto. Basta esserne consapevoli. Reclami fatti o non fatti, ritardi nel pubblicare le classifiche, danno solo l’impressione di un certo dilettantismo che i piloti non meritano.

LA DELUSIONE – Alle peggiori qualifiche della stagione è seguita la peggior gara dell’anno. Cal Crutchlow deve essere rimasto a pedalare sull’Isola di Man. Al suo posto il gemello cattivo e più lento. In qualifica ha giocato contro la sfortuna, in gara no. Lorenzo e Pedrosa a mezzo servizio l’hanno messo dietro. Forse servono solo un po’ di ferie. O un contratto firmato.

LA SORPRESA – Sarà il contratto non ancora rinnovato, ma a Laguna Seca Stefan Bradl ha veramente trovato l’America. Serviva un podio dopo un anno e mezzo in MotoGP e l’ha ottenuto. La pole position è stata la crema sullo strudel. Il sottointeso è chiaro: Cal, se vuoi la mia moto devi sudartela.

LA CONFERMA – La Honda sembra avere una marcia in più, e non solo nel cambio. Sotto l’ala dorata anche gli anatroccoli diventano cigni e spiccano il volo nei cieli della California. A Iwata cercano di correre al riparo, ma Tokyo il sorpasso lo ha già effettuato. Chi lo ha detto che in agosto si va in vacanza?

IL SORPASSO – Del capolavoro di Marquez si è già detto. Quello di Pedrosa su Lorenzo è stato più classico, ma non per questo meno significativo. In quella che è anche una sfida di nervi, il catalano si è preso una rivincita sul maiorchino. Quel sorpasso vale appena un punto, ma solo sulla carta.

L’ERRORE – Per la prima volta dall’inizio della stagione Aleix Espargaró non ha visto il traguardo. Un neo, che rende solo più interessante una metà stagione da primo della classe (Crt). Lo spagnolo rischia e raccoglie i risultati. L’Art sarà anche veloce, ma la differenza la fa lui. Ce ne sono altre tre i pista e solitamente ben più indietro.

LA CURIOSITA’ – Mai nessun tedesco aveva osato partire davanti a tutti nella classe regina. Bradl ha sfatato la maledizione.

IO L’AVEVO DETTO – Jorge Lorenzo dopo la seconda operazione alla spalla: “tornerò a Indianapolis”. Deve avere sbagliato a prenotare il volo.

 

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