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MotoGP, Il sorpasso: perché sì, perché no

Rossi da carnefice a vittima. Marquez regolare al cavatappi? Cosa dicono le regole

Il sorpasso di Marquez su Rossi al Cavatappi, incredibilmente simile a quello di Vale su Stoner nel 2008, ha riaperto l'annosa disputa sulla sua regolarità.

Come già accadde cinque anni fa gli appassionati sulla manovra si sono divisi in colpevolisti ed innocentisti.

L'unica differenza, fra allora ed oggi, seconda la nostra opinione, è stata la reazione di chi il sorpasso lo ha subito: Stoner si incazzò, Rossi ha fatto buon viso a cattivo gioco scherzando con Marquez. Da ciò si deduce una ovvietà: Vale sa gestire assai meglio le proprie emozioni rispetto all'australiano. E più simpatico. Ma questo già lo sapevamo. Torniamo al sorpasso. Ed al codice FIM che regola il comportamento dei piloti durante le prove e la gara. Un codice contiene delle leggi, queste possono (e devono in certi casi) essere interpretate. Ma un omicidio rimane tale comunque esso sia stato commesso: in modo volontario, magari premeditato, colposo, preterintenzionale. E' un reato.

Per capire se un comportamento è illecito si apre il codice. In questo caso quello della FIM. Prendiamolo. E dopo averlo sfogliato, troviamo il punto che identifica la materia del contendere.

1.21 Behaviour During Practice and Race

2) Riders must ride in a responsible manner which does not cause danger to other competitors or participants, either on the track or in the pit-lane. Any infringement of this rule will be penalised with one of the following penalties: penalty points - fine - change of position - ride through –time penalty – drop of any number of grid position at the rider’s next race – disqualification - withdrawal of Championship points - suspension.

3) Riders should use only the track and the pit-lane. However, if a rider accidentally leaves the track then he may rejoin it at the place indicated by the officials or at a place which does not provide an advantage to him. Any infringement of this rule during the practices or warm up will be penalised by the cancellation of the lap time concerned and during the race, by a change of position decided by the Race Direction.

Una volta tanto non lo traduciamo. Lasciamolo nella lingua originale. Dopo aver letto i due commi facciamo alcune considerazioni.

Al punto 2) si dice che i piloti devono comportarsi in modo responsabile, in modo da non causare pericoloso agli altri concorrenti, sia in pista che nella pitale. Segue l'elenco delle penalità.

Il punto 3) è egualmente importante: i piloti - si legge - devono usare SOLO la pista e la pitlane. Si aggiunge inoltre che nel caso si lasci la pista si va incontro ad varie sanzioni.

Domandiamoci il motivo per cui il legislatore ha voluto scrivere questo comma e specificare che i piloti devono usare solo la pista e poi identifichiamo il termine "track". La risposta alla prima domanda è semplice: il legislatore ha voluto dire che i sorpassi fuori dalla pista devono essere ritenuti irregolari. Non si può cioè tagliare la pista per accorciare la strada da percorrere. Ciò è ritenuto sanzionabile.

Fin qui è tutto comprensibilissimo, ma non si entra nel cuore della questione. Il punto cruciale è il termine "track".

Cos'è "track"? Il circuito come interezza? Dunque inteso come spazio recintato dove gareggiare, bagni inclusi? No, perché il legislatore ha fatto seguire alla parola track quella di "pitlane". Un altro elemento della pista. Ha voluto cioè dire che i piloti, guidando i loro mezzi da competizione, devono mettere le ruote solo sulla pista e sulla pitlane, cioè i due luoghi asfaltati deputati, in momenti diversi, ad assicurare lo svolgimento della gara. Tanto che successivamente si specifica 'leaves the track'.

I cordoli, in questo senso, sono elementi aggiuntivi di sicurezza: segnalano la fine della pista asfaltata. Oltre c'è ignoto. Attenzione, pericolo! Ma anche, attenzione, di lì non si deve andare!

Questo è quanto è scritto sul codice. Ricordiamo anche che una sentenza precedente (che in questo caso non c'è mai stata) non fa legge ma costituisce, al massimo, quella che in termine tecnico viene chiamata "giurisprudenza". Il giudice può tenerne conto o meno. Ciò vuol dire che, se la Direzione di Gara fosse stata chiamata in causa a Laguna Seca avrebbe potuto decidere liberamente. Ci farebbe piacere che, prima o poi, qualche team tirasse fuori gli attributi e presentasse una protesta formale.

Il motivo di ciò è solo per la curiosità di leggere le motivazioni della (eventuale) sentenza di assoluzione. Ci sarebbe di che divertirsi.

Buona discussione a tutti. Sfoghiamoci QUI. E, affinché sia chiaro, ci piacerebbe che esistessero meno norme, specie i limiti di velocità...:-)

 

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