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SBK, Andrea Antonelli, pilota riservato

Questo non gli impediva, però di essere veloce appena scendeva in pista

Sono trascorsi sei anni da quando Andrea Antonelli non faceva più parte del Team Italia Superstock 600 che fino al 2008 era tra le responsabilità federali del sottoscritto. Eppure questo giovane pilota di Castiglion del Lago era il primo a salutarti con un sorriso ed era pronto a rispondere ad ogni domanda con grande sincerità.

Questo è forse il miglior ricordo di Andrea che posso avere in un mondo fatto di interessi di facciata e spesso di bugie. Antonelli era un ragazzo soprattutto educato che, però, quando saliva in moto non si sottraeva alla lotta sportiva.

Già nel 2004 era entrato nella lista dei piloti da osservare per una crescita internazionale di primo livello - leggi europeo - dopo le buone prestazioni con la 125 GP. Poi nel 2005 al suo primo anno di STK600 con il team Lightspeed Kawasaki guidato da Davide Bulega conquistò due podi in Olanda e in Italia, classificandosi al sesto posto finale.

Il 2006 lo vide entrare per titoli di merito nel team Italia Honda che collaborava a quei tempi con la FMI. Andrea conquistò sul campo il diritto a far parte della squadra federale. Salì due volte sul podio e ripeté la posizione finale dell'anno precedente. Questo nonostante dovesse adattarsi ad una moto completamente diversa dalla Kawasaki.

Andrea AntonelliIl vero capolavoro lo fece, però, nel 2007 quando, ormai amalgamatosi con il team e avendo preso confidenza con la moto, finì secondo alle spalle di Maxime Berger nel Campionato Europeo, vincendo una splendida gara sul circuito di Assen (un tracciato a lui sicuramente gradito) e conquistando quattro secondi posti.

Esaurito il programma federale, Andrea cambiò categoria rimanendo nello stesso team.

Un'altra particolarità di quel periodo era il fatto che il ragazzo svolgeva con grande serietà i briefing con il suo team, i suoi tecnici ma poi si confrontava nel suo camper con il padre, primo suo tifoso. Questo non per mancanza di fiducia ma per verificare le sensazioni.

Ora Andrea non correrà più e sicuramente mancherà nel paddock questo ragazzo riservato che sembrava aver trovato nella struttura tecnica attuale una base per il suo lancio definitivo.

Il suo volo - per usare un'espressione un po' retorica - si è interrotto e sicuramente in molti noteranno la sua assenza anche se Andrea non è mai stato esuberante. Era solo veloce.

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