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MotoGP, Smith: sulla Yamaha guido come Rossi

"Sto migliorando, ma è difficile capire le Bridgestone. Il 2014? Ancora su una M1"

Debuttare in MotoGP nella stessa stagione di Marquez non è un gran colpo di fortuna. E’ capitato a Bradley Smith, che affianca Crutchlow sulla Yamaha del team satellite Tech 3. Il passaggio dell’inglese nella classe regina, per di più sull’ambita M1, era stata accolto con più di una perplessità. L’inizio dell’anno sembrava avere dato ragione ai detrattori, ma nelle ultime gara il pilota di Oxford sta mostrando segni di crescita incoraggianti.

Siamo vicini al giro di boa, come giudichi questa prima parte di stagione?

Ovviamente, l’inizio è stato difficile. Sono entrato in un’avventura per me nuova e complicata, non sono arrivato troppo fiducioso perché la scorsa stagione in Moto2 non è andata come mi aspettavo. La squadra mi è stata di grande aiuto, mi ha insegnato molto sulla moto e su come migliorare. Quello del Sachsenring è stato un buon fine settimana, l’infortunio alla mano non mi ha creato troppi problemi e abbiamo trovato un buon settig di base. Non ho dovuto fare grossi cambiamenti alla moto e mi sono potuto concentrare maggiormente sulla guida. E’ quello che voglio fare anche qui a Laguna e nel resto della stagione”.

Dividi i box con un dei piloti più veloci, Crutchlow è un maestro per te?

“La relazione con Cal è molto buona. Durante il weekend ognuno fa il suo lavoro certo e non abbiamo molto tempo per parlare. Anche paragonare il mio setting al suo non è di solito molto utile, perché guidiamo due moto diverse. Comunque in Yamaha, tutti i dati sono visibili, perciò posso raffrontarmi anche con Jorge e Valentino. Da tutte queste informazioni posso imparare molto anche senza parlare direttamente con loro”.

Il tuo stile di guida a quale pilota è più simile?

Se parliamo dei piloti ufficiali, il mio stile di guida è più simile a quello di Valentino. Jorge ha come punto di forza la velocità in curva, è veramente forte lì”.

Ci sono molte voci sul tuo posto in squadra per il 2014, qual è la situazione?

Al momento non mi aspetto cambiamenti, il prossimo anno guiderò la stessa moto. In Yamaha sono felici dei miei risultati, specialmente nelle ultime gare, perciò la situazione non dovrebbe modificarsi”.

Qual è stata la maggiore difficolta nel guidare una MotoGP?

La cosa più difficile è capire le Bridsgestone, hanno prestazioni incredibili e una volta che ce l’hai fatta puoi fare il tempo che vuoi. Devo ancora lavorare sull’anteriore per trovare il limite, è questa l’area dove devo concentrarmi di più, l’entrata in curva. Direi che non ho un solo grosso problema ma tanti piccoli particolari da mettere a posto, che però a fine giro valgono 8 o 9 decimi. Devo trovare un po’ più di fiducia”.

Questo fine settimana ti aspetta una delle piste più difficili della stagione, Laguna Seca, per te no è prò una novità assoluta.

Sono venuto qui all’inizio di maggio, girando per due giorni una moto stradale. L’obiettivo era quello di imparare il tracciato e mi è piaciuto. E’ molto tecnico, con molte curve cieche. Penso che la MotoGP richieda una guida molto fisica qui”.

E’ utile provare con una moto stradale o confonde solo le idee?

Le sensazioni sono senza dubbio diverse, ma in un circuito come questo, in cui ci sono molte curve cieche, guidare qualsiasi moto è utile per capire le traiettorie.  Questa pista è molto particolare e i rifermenti sono diversi dal solito, provare prima può darti un’idea generale di com’è anche per quanto riguarda il grip nelle diverse parti e le buche. E’ stato un bene venire”.

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