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MotoGP, Rossi: vecchio? 5 anni fa era più facile

"Non so se ero io ad andare più forte, ma i rivali sono cresciuti. La mia squadra? Ancora vincente"

Quando si parla di Valentino Rossi e Laguna Seca la mente va subito al 2008 e alla battaglia con Stoner, vinta dal Dottore con un discusso sorpasso al Cavatappi. La pista californiana, a parte quell’episodio non è più stata amica del pesarese, che è salito altre volte sul podio senza però più riuscire a vincere. “E’ anche per questo motivo che è importante per me fare un bel fine settimana – dice alla viglia del GP –, su questo circuito ho sempre faticato anche se mi piace molto. E’ diverso da ogni altro”.

La situazione è molto incerta, con il rientro di Pedrosa e Lorenzo.

“Sono tanti i fattori da considerare. Innanzitutto quanto Marquez ci metterà a imparare il tracciato, anche se secondo me per le qualifiche sarà già molto veloce. Poi bisognerà scoprire le condizioni di Dani e Jorge. Soprattutto come quest’ultimo affronterà il weekend, se deciderà di rischiare come al Sachsenring o penserà solo a portare a casa punti importanti per il campionato. Infine, non sottovaluto Crutchlow, è in ottimo stato di forma, quando cade si rialza e va forte. Parte spesso davanti a me e nel finale di gara è molto veloce”.

Di cosa hai bisogno per batterli?

“Di continuare a lavorare e fare quell’ultimo passo che ancora mi manca. Non parlo solo in generale, ma anche del weekend di gara. Gli avversari sono molti attenti ai cambiamenti della pista da un giorno all’altro, noi sotto quell’aspetto possiamo migliorare”.

Al Sachsenring in gara hai pagato una scelta di setup troppo conservativa, è venuto il momento di rischiare?

Più che una scelta conservativa, lo definirei un errore. Nel giro secco si può rischiare, nella scelta del setting meno. L’altro assetto lo avevo provato meno e non ce la siamo sentita di usarlo. Sono consapevole che possiamo fare meglio”.

Influiscono anche gli anni che passano?

Un po’ sì. So che posso ancora lottare per vincere delle gare e il campionato è ancora lungo, non si può dare nulla per certo. Rispetto a 5 o 6 anni fa però è più difficile, non so se ero io andare più forte, sicuramente gli altri piloti sono cresciuti molto”.

Come te, forse anche la squadra sta sentendo l’età.

Burgess ha 60 anni, è grande ma ancora bravo (ride). Penso che il mio team sia ancora vincente”.

Marquez correrà per la prima volta a Laguna Seca, ti ricordi la tua?

Nel 2005, guidavo la Yamaha 1000, una moto diversa dalle attuali, sia per quanto riguarda le gomme che l’elettronica. La cosa più difficile era stata ricordarmi la pista e trovare i riferimenti in frenata. Per tutto il fine settimana avevo cercato di seguire Hayden, ma era troppo forte e non sono riuscito a batterlo. Nel 2010 feci l’ultima gara qui con la M1, salii sul podio ma Stoner, Lorenzo e Pedrosa erano più veloci”.

Nessun consiglio per Marc?

Di andare piano, per quest’anno di pensare solo a imparare bene ogni curva e poi di spingere il prossimo (ride). A parte gli scherzi, a cosa più importante è capire quali traiettorie utilizzare”.

Una curiosità, il medico del circuito che visiterà domani Pedrosa e Lorenzo si chiama Rossi, dottor Rossi.

Allora posso dire che ho guardato negli occhi Dani e Jorge e li ho visti perduti nella prateria del dolore. Per me non possono assolutamente correre! (ride)”

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