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MotoGP, Rossi: ho sbagliato insieme alla squadra

"Marquez è pronto per lottare per il titolo. A me manca ancora qualcosa"

Con negli occhi ancora la vittoria di Assen, il terzo posto del Sachsenring sembra un passo falso per Valentino, soprattutto perché la gara era a tre, senza Lorenzo e Pedrosa. L’ultimo gradino del podio sancisce quindi una sconfitta sul campo. Rossi, però, la vede diversamente: “se qualche mese avessi provato a pensare al un terzo posto come una delusione, mi sarei messo a ridere”. Non ha torto, ma ora le cose sono cambiate, ancora di più dopo il ritorno al successo olandese.

Cosa è cambiato in gara?

La moto scivolava troppo. A inizio gara sono partito bene, ho perso solo un po’ di tempo dietro a Bradl. Quando Marquez mi ha ripreso il posteriore ha incominciato a scivolare, per qualche giro sono riuscito a tenere il suo passo, ma la gomma ha avuto un altro decadimento. Poi è stata la volta di Crutchlow, nella seconda parte di gara è stato velocissimo, devo fargli i complimenti, non ero in grado di seguirlo. Da quel momento in poi, ho rallentato”.

Ti aspettavi una situazione del genere?

Sapevo che avrei faticato nella seconda parte di gara, ma non così. Credevo di riuscire a stare vicino a Marc e magari nel finale di avere anche una possibilità per attaccarlo. Da una parte sono contento del podio, che è un risultato sempre importante, dall’altra speravo di essere più veloce. Sono sicuro che potevamo fare di più”.

In che senso?

Nelle libere sono stato più veloce che in gara. Ieri abbiamo dovuto decidere tra due strade per il setup della moto e abbiamo fatto un errore. L’opzione che abbiamo scelto mi permetteva di essere più veloce, ma dava qualche preoccupazione in più sulla distanza. Qualche conferma di questi problemi l’avevo già avuta nel warm up e in gara, con le temperature più alte, la situazione è peggiorata”.

Cosa vi ha portato in quella direzione?

Avevo fatto più chilometri con le regolazioni che abbiamo scelto, con l’altro setup solo una decina di giri. E’ stata questa la discriminante. Anche se è facile dirlo adesso”.

Sembri critico nei confronti della squadra.

Sono critico nei confronti della squadra e di me stesso. Nessuno mi ha obbligato a fare quella scelta, è una decisione che abbiamo preso insieme. Certamente potevamo lavorare meglio sulla moto”.

Ad Assen sembrava che avevi fatto il passo avanti decisivo.

Infatti, il setting giusto adesso ce l’ho, adesso dobbiamo lavorare su questa base per migliorare ancora. Ci sono arrivato un po’ tardi, Lorenzo e Crutchlow sono ancora davanti a me e devo raggiungerli.  Penso che Jorge e Dani, in perfetta forma, siano i più difficili da battere”.

E Marquez?

Lui è un credibilissimo pretendente al titolo, alla pari degli altri due spagnoli. Nell’anno del mio debutto in 500 ho vinto due gare, lui l’ha fatto già dopo l’ottava. E non ero mai stato così vicino alla testa della classifica. Oggi aveva un’occasione importante e l’ha sfruttata perfettamente”.

A Laguna Seca potrebbe essere più in difficoltà, non avendo mai guidato in quella pista. Vuoi dargli un consiglio?

Solo dirgli che è una pista facilissima da imparare! Mi aspetto quel maledetto bastardo sia subito veloce (ride, scherzando con Marc seduto al suo fianco). Scherzi a parte, è un circuito difficile, stretto e molto particolare”.

Come giudichi il tuo quinto posto in campionato?

Non sto andando male, anche perché pago il Mugello, quando Bautista mi ha buttato a terra. Siamo cinque piloti in 37 punti, ma si può fare meglio essere in 10 punti (ride)”.

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