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MotoGP, Corti e Petrucci: sorpresi? Anche noi!

Rivali in pista, amici nella vita, sono entrati insieme nelle Q2 battendo Art e MotoGP

Corti e Petrucci sono una coppia alquanto variegata. Guascone e sopra le righe il primo, riflessivo e calmo il secondo. Però gli opposti, però si attraggono, e se con il casco in test sono rivali, giù dalla sella sono grandi amici. E il primo avversario l’uno dell’altro. Non rinunciano mai a delle benevole prese in giro e oggi sono stati insieme anche nella loro prima volta nelle Q2, le qualifiche che contano, quelle per le prime quattro file. Anche se nessuno dei due ha una Art, la migliore CRT al momento, sono riusciti comunque a entrare nell’ultima fase, mettendosi dietro anche una MotoGP, quella di Pirro.

Sono veramente contento, non mi aspettavo un risultato del genere – esordisce Claudio Corti FTR qui ha portato un paio di particolari che avevo chiesto espressamente e mi sono accorto subito che il potenziale era più alto. Soprattutto la moto va meglio con il serbatoio pieno, una situazione dove ho sempre faticato. Purtroppo ieri abbiamo avuto dei piccoli problemi, che ci hanno fatto perdere praticamente un turno e mezzo”. Le cose si sono risolte oggi, “ho un buon passo, intorno a 1’23” basso e soprattutto è stato bello entrare nelle ‘vere’ qualifiche”. Rimane ancora qualche problema all’elettronica, “qui Marelli ha portato un nuovo software che funziona meglio, ma gli aggiornamenti vanno ancora a rilento”.

Claudio sembra avere trovato la giusta direzione anche nel lavoro coi suoi tecnici. “Io mi arrabbio solo quando non si seguono le mie indicazioni – sottolinea – Questa volta è stato fatto e hanno funzionato. E’ un bene anche per il morale della squadra”. Per il prossimo anno il comasco ha già un contratto firmato con Forward, “non so ancora su che moto salirò, però – dice – La Honda sembrerebbe la scelta migliore, ma capisco che in questo momento non è facile trovare i soldi per averla. Magari continuare con questi risultati aiuterà anche ad aumentare l’interesse da parte degli sponsor”. Il suo obiettivo per il futuro è la MotoGP, ma non disdegna neanche la SBK, “ma solo con una moto ufficiale”.

Intanto guarda alla gara: “voglio imparare il più possibile da Edwards e magari qualche volta essergli davanti, come oggi. Per domani, l’obiettivo è battere Danilo!”. La rivalità si riaccende e Petrucci partirà proprio al suo fianco. “Non mi aspettavo neanch’io di essere così avanti – le parole del ternano – Non ero messo bene, soprattutto nel secondo settore. Poi oggi ho provato a fare una traiettoria diversa e sono riuscito ad abbassare il mio tempo di 7 decimi”. Peccato un inconveniente all’ultimo giro buono, “un decimo lo potevo ancora limare – racconta – Stavo seguendo Dovizioso, ma si è rotto il sensore della velocità sulla ruota posteriore. La centralina aveva quindi dei dati sbagliati per il controllo del freno motore e sono finito dritto, meglio oggi che domani”.

La Suter non è cambiata nella sostanza da inizio anno, “ma qui ho una nuova staffa di irrigidimento e l’elettronica è migliorata. Sia io che la squadra stiamo conoscendo meglio la moto – spiega – Al motore come potenza non manca niente, ma è ancora troppo brusco nell’erogazione, lo stesso problema che hanno anche in SBK. Ci piacerebbe adottare gli scoppi irregolari, ne abbiamo già parlato, ma è una cosa che solo BMW può realizzare”.

Petrux ha anche il contratto in scadenza ma le sue idee sono chiare: “voglio rimanere con Ioda, è questa squadra la mia priorità - afferma – Non ho ancora parlato con altre squadra. L’unica incognita sarebbe la moto, mi piacerebbe la Honda, ma il prezzo è alto. Però BMW potrebbe darci una mano in più il prossimo anno se continuassimo con loro”.

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