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MotoGP, Cecchinello: una sola moto nel 2014

"Al 90% niente Production Racer. Bradl? L'opzione con HRC a luglio. Sarà confermato"

Dalla lista delle Production Racer di Honda che scenderanno in pista il prossimo anno, bisogna cancellare il nome di Lucio Cecchinello. Il manager veneto avrebbe voluto raddoppiare le moto in pista il prossimo anno, affiancando alla RCV di Bradl un prototipo di serie. “Al momento le possibilità che succeda sono molto scarse – conferma – Direi che all’80, 90% non ci sarà nessuna seconda moto”.

Perché questa decisione?

Ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto avere una seconda moto, ma solo a patto di avere un progetto sostenuto da uno sponsor, meglio ancora se legato a un pilota. Ho guardato ai mercati emergenti per riuscirci”.

Con chi hai avuto contatti?

Nell’ultimo periodo ho continuato ad analizzare la situazione, ho parlato con l’organizzatore del Gran Premio della Malesia e anche con Yonny Hernandez. Ma al momento non no trovato né il pilota né lo sponsor. In queste condizioni avere una seconda moto sarebbe solo uno spreco di risorse ed energie”.

Sei preoccupato perché la cosa non è andata in porto?

Non direi, l’obiettivo era mettere un giovane pilota sulla PR per farlo crescere e prepararlo al passaggio su una MotoGP, anche nel caso che Stefan in futuro passasse a un’altra squadra. Sarebbe stata una bella opportunità in ottica futura, ma comunque ormai non ci sono più molte moto ufficiali e trovare un sostituto non è così difficile”.

Bradl, invece, è già confermato?

Stefan ha un contratto con HRC con un opzione per il prossimo anno che scade a luglio, ma penso che Honda la eserciterà”.

Lo sta coinvolgendo molto nei test.

Bradl è cresciuto dalla scorsa stagione, è più maturo e soprattutto è bravo a mettere a posto la moto e a dare indicazioni precise ai tecnici. Sono questi i motivi per cui HRC lo sta coinvolgendo nello sviluppo”.

Però i risultati in gara non sono stati corrispondenti alle aspettative in questa prima parte di stagione.

Il nostro obiettivo realistico è tra la quarta e la sesta posizione e nelle ultime gare l’abbiamo raggiunto. Purtroppo in classifica pesano le tre cadute nei primi quattro GP. Sul podio sappiamo che è difficile salire, almeno che non ci siano situazioni particolari”.

Cosa manca a Bradl per fare il salto decisivo?

E’ diventato più aggressivo in gara, lo dimostrano le lotte con Rossi in Texas e con Dovizioso al Mugello. Se posso fargli un appunto, deve diventarlo ancora di più. Deve riuscire ad attaccare piloti come Lorenzo e Pedrosa, stiamo parlando dei migliori al mondo, non ci vogliono solo due palle ma un grappolo intero (ride). Ci concentreremo su questo nella ultima parte dell’anno, per metterlo nella condizione di riuscirci”.

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