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MotoGP, Rossi difende Lorenzo: giusto correre

Jorge: "non prendete Assen come esempio". Crutchlow: "si è formata una zona grigia"

Non prendetemi ad esempio”, Jorge Lorenzo lo dice con un leggero sorriso sulle labbra e cerca di mettersi al riparo dalle critiche per la sua ‘pazzia’ olandese. A sollevarle, senza però incolpare in nessun modo il maiorchino, è stato Cal Crutchlow. “Avere permesso a Jorge di correre apre il fianco ad alcuni problemi – ha spiegato il britannico – Si forma una zona grigia, perché non è detto che ogni medico si comporti nella stessa maniera, in altri casi, per lo stesso infortunio, magari non si darà il via libera in futuro a un altro pilota e intanto si è creato un precedente”.

Il ragionamento di Cal è chiaro, ma in soccorso di Lorenzo è arrivato subito Valentino Rossi. “Certe polemiche ci sono state già in passato, qualcuno ha sostenuto che i medici hanno dato l’ok solo perché si trattava di me o di Jorge, ma le cose stanno in modo differente – ha detto il Dottore – Per esempio, l’anno scorso Edwards non ha potuto correre perché non erano passate 24 ore dall’anestesia. Ogni medico ha il proprio protocollo, ma le prove a cui ti sottopongono sono dure. Nel 2010, qui al Sachsenring, dopo l’infortunio alla gamba, mi avevano fatto fare dei piegamenti e misurato la mia forza. Lo stesso hanno fatto con Lorenzo. Ogni caso è diverso, ma se non passi quei test non puoi correre”.

Il pesarese ha spiegato il punto di vista del pilota in maniera molto semplice: “prima torni in moto meglio è. Certamente ci sono dei rischi a correre in determinate condizioni, i dottori dicono solo che hai la possibilità di guidare, questo non esclude i pericoli. Io però rifarei tutto”.

Lorenzo, da parte sua è stato chiaro, “non dico che quello che ho fatto sia una cosa logica o un bene in assoluto – ha specificato – In futuro un pilota non deve usare quella gara come un esempio da seguire, la prima cosa è sentirsi in grado di farlo, dal punto di vista mentale. Io stesso sono stato sorpreso di riuscire a portare a termine la gara, nonostante gli antidolorifici è stata durissima. Alla fine ero senza forze. Ho preso anche qualche spavento, perché non riuscivo più a essere preciso in staccata”.

La situazione però è migliorata, “anche se è passata appena una decina di giorni il recupero è stato veloce, ho lavorato giorno e notte con i miei fisioterapisti – ha raccontato – Non sarò al 100%, ma andrà meglio che ad Assen e peggio che a Laguna Seca. In questa pista ci sono tante curve a sinistra, ma non posso cambiare il tracciato. Quindi dovrò adattarmi”.



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