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MotoGP, Rio Hondo: nel GP 4" in meno al giro

Dopo i test, Bridgestone orientata sulle soluzioni più dure per le gomme

La due giorni di test in Argentina non ha solo offerto al pubblico locale un primo assaggio della MotoGP e ai piloti l’occasione di conoscere il nuovo circuito. Le prove sono state molto utili a Bridgestone che dovrà sviluppare gomme adatte a Termas de Rio Hondo. I 4.800 metri del circuito sembrano mettere a dura prova gli pneumatici, soprattutto nelle curve più veloci. A fare un primo bilancio è Hiroshi Yamada, manager del Dipartimento Motorsport.

Come vi siete preparati alla prima volta in Argentina?

Siamo stati in contatto con i designer del tracciato che ci hanno fornito molti dati che abbiamo usato per delle simulazione nel nostro centro tecnico a Kodaira. E’ stato subito chiaro che questa pista sarebbe stata severa per le gomme, sia per l’alta velocità media sia per un paio di curve paraboliche che impongono grandi carichi alle coperture. Considerando questi dati, si sarebbe aspettato che portassimo le mescole più dure per i test, ma sapevano che l’asfalto sarebbe stato sporco e che le temperature sarebbero state basse perciò abbiamo deciso di fornire tutte le nostre opzioni ai piloti, in modo da essere pronti a qualsiasi condizione”.

Alla fine abbiamo portato in Argentina tutte le varianti disponibili per l’anteriore e per il posteriore tutte le mescole per le gomme simmetriche, più una selezione di quelle asimmetriche. A causa dell’asfalto sporco il primo giorno e della pioggia il secondo, i piloti non hanno potuto provarle tutte, ma abbiamo raccolto abbastanza dati. Avevamo portato anche gli pneumatici da bagnato, ma sono stati usati solo per un giro dimostrativo”.

Rispetto agli altri circuiti in calendario, come valuti Rio Hondo dal punto di vista delle gomme?

E’ abbastanza severo, penso ai livelli di Phillip Island o del Sachsenring. Ci sono curve ad ampio raggio, veloci, che mettono molto sotto stress gli pneumatici. Nella curva 6 le coperture raggiungevano temperature molto alte nei test. Dobbiamo però considerare che, a causa della pista sporca, i tempi sono stati abbastanza alti, crediamo che il prossimo anno si girerà circa quattro secondi al giro più forte, quindi le temperature sono destinate ad aumentare. L’asfalto sembra essere abbastanza abrasivo, quindi dovremo sviluppare delle gomme che possano gestire le alte temperature e i consumi, ma anche offrire il grip necessario. Sviluppare pneumatici per un circuito così meraviglioso sarà una sfida, ma l’abbiamo già fatto con Austin, è il tipo di cose che ci dà gusto”.

Avete raccolto abbastanza informazioni in previsione del prossimo anno?

I dati che abbiamo raccolto ci hanno aiutato a farci un’idea delle gomme che serviranno, ma sarebbe stato meglio trovare la pista pulita e avere due giorni di test con l’asciutto. Una delle cose più interessanti che abbiamo notato è che, nonostante ci siano 9 curve a destra e 5 a sinistra, è quest’ultima la spalla con le temperature più alte, perché le due curve più veloci sono a sinistra. Ma il numero maggiore di svolte a destra implica un maggiore consumo da quel lato. Dovremo tenere in considerazione entrambi i fattori. Credo che per il prossimo anno saranno necessarie al posteriore le gomme adatte alle alte temperature. Per l’anteriore penso alle mescole più dure, per offrire maggiore stabilità e durata. Bisognerà inoltre considerare che quando verremo per il GP probabilmente le temperature saranno più alte”.

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