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Ufficiale: MotoGP in Argentina fino al 2016

La pista di Termas de Rio Hondo promossa dai piloti: "tutti gli ingredienti per gare spettacolari"

Gli annali dicono che una moto da Gran Premio non si era più vista in Sud America dal 1999, quando si corse l’ultima gara del mondiale a Buenos Aires. La MotoGP ripartirà di nuovo dall’Argentina per il suo ritorno in quel continente. Il primo passo sono stati i test di ieri, il secondo l’annuncio ufficiale che il circuito di Termas de Rio Hondo ospiterà un GP per tre anni, dal 2014 al 2016. Aspettando di conoscere la data precisa dell’appuntamento, che dovrebbe essere uno dei primi della stagione, la nuova pista ha intanto incassato i primi commenti positivi dei piloti, che hanno trovato un tracciato vario e potenzialmente spettacolare.

Alvaro Bautista"E’ la prima volta che visito l’Argentina e sto vivendo un’esperienza bellissima – ha spiegato Alvaro Bautista - A Buenos Aires abbiamo ricevuto una meravigliosa accoglienza con una presenza straordinaria di giornalisti. Ieri a Termas de Rio Hondo abbiamo trascorso una splendida giornata da turisti ed è stato decisamente bello. Oggi siamo scesi in pista ed abbiamo preso confidenza con un circuito che al primo impatto mi sembra molto bello con traiettorie tecnicamente interessanti. Abbiamo fatto una prima giornata di studio e domani ci concentreremo sulla messa a punto e sul provare alcune soluzioni di assetto".

Anche i piloti della Moto2 hanno dato il proprio OK, a partire da Tito Rabat: “sono contento di essere stato uno dei primi piloti a girare su una pista così spettacolare. Il circuito mi è piaciuto, con curve veloci, tornanti e vari punti dove potere superare, tutti gli ingredienti che servono per avere gare spettacolari il prossimo anno quando verremo a correre qui. Nonostante non fossimo in molti a girare il pubblico è arrivato numeroso. La pista si pulirà e nell’ultimo giorno potremmo abbassare ulteriormente i tempi”.

Nico TerolNon ha usato mezzi termini anche Nico Terol: “la verità è che questo tracciato mi è piaciuto molto. La pista è molto larga e sembra che l’asfalto offra abbastanza grip una volta pulito. Il circuito combina una zona più tortuoso a una più veloce, con curve da quinta e sesta marcia. E non manca uno scollinamento cieco, di cui bisogna scoprire i segreti. Nel primo giorno sembrava di correre sull’acqua, ma perché l’asfalto è ancora nuovo e non ci ha girato nessuno, la situazione è destinata a migliorare. Ho già fatto molte prove di gomme, perché Dunlop ha portato diverse opzioni in modo da potere fare delle comparazioni”.

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