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MotoGP, Le CRT sono morte, viva le CRT!

Abrogata la 'Claiming Rule' con effetto immediato per le CRT Marelli

La notizia era nell'aria ma ora è ufficiale: la pietra angolare che ha giustificato la nascita delle CRT, cioè proprio la "claiming rule" che permetteva a chiunque di comperare un motore dei 'prototipi di serie' è stata abrogata.

Il bello è che oltre ad essere cancellata per il 2014, la nuova norma - cioè i motori delle CRT non possono essere acquistati - entra in vigore da subito per le moto che utilizzano centralina e software ufficiali Magneti Marelli.

Ciò vuol dire, per coloro i quali sono poco informati dei fatti, che ad oggi gli unici motori acquistabili sono quelli delle ART-Aprilia. E questo è il motivo per cui la casa di Noale non ci investe più di tanto.

"Potremmo sicuramente fare dei propulsori prestazionalmente migliori - ci ha detto l'ingegner Gigi Dall'Igna ad Imola - ma poi chi li pagherebbe?".

E poi ha aggiunto: "oggi la maggiore differenza fra una RSV-4 Superbike ed una ART risiede nel comparto delle sospensioni. Quelle della SBK sono molto più costose".

La GP Commission con l'ennesimo cambiamento ha così confermato che di chi stila i regolamenti - cioè la Dorna, perché la FIM si limita ad approvarli - non ci si può fidare. Vengono cambiati a seconda delle convenienze del momento.

Del resto cosa ci dobbiamo aspettare da una Commissione così composta?

Carmelo Ezpeleta (Dorna, Chairman), Ignacio Verneda (FIM Executive Director, Sport), Herve Poncharal (presidente IRTA, pagata dalla Dorna), Takanao Tsubouchi (MSMA, segretario), Javier Alonso (Dorna), Mike Trimby (IRTA, pagata dalla Dorna).

Pensate che qualcuno dei presenti possa dire alcunché sulle decisioni della società spagnola? Se ne siete convinti, fatevi visitare.

Comunque non ci sarebbe nulla di male in una "monarchia illuminata", se non fosse che la Dorna va avanti a tentoni, correggendo la rotta a vista. Non ha visione sul lungo termine e nel tentativo di far crescere la MotoGP ha massacrato le altre classi, Moto2 e Moto3.

Non bisogna infatti credere che il successo di pubblico (in circuito), ammesso che ci sia, sia elemento sufficiente. Le due classi minori, che nel passato avevano la loro importanza tanto che in Spagna si parlava solo di 50 e 125 (così come in Ungheria ai tempi di Gabor Talmacsi, solo per fare un esempio), oggi sono scomparse dal radar del media. Ed in TV fanno audience risibili.

E non è un danno da poco. Le piccole nazioni motociclisticamente meno evolute, infatti, avevano i loro campioni di riferimento. I loro idoli. Non avevano bisogno di Valentino Rossi senza il quale la MotoGP collasserà. E, beninteso, Vale non ha colpe.

Se a questo si aggiunge che fino a qualche anno vincevano italiani, finlandesi, ungheresi, finnici, americani, giapponesi, australiani ed ora non più, si comprende il significato di ciò che per noi significa tenere una 'rotta a vista' e non avere una visione di lungo termine. Perché di chi altro è la responsabilità del depauperamento delle diverse etnie presenti nel motomondiale se non di chi lo organizza?

Smettiamola di giocare a fare i geni. Una regola funziona quando resiste alla prova del tempo.

Quanto è durato il paddock separato fra MotoGP e Moto2 Moto3? (nelle intenzioni doveva offrire un ambiente più protetto ed elegante agli sponsor).

Molto poco. E perché? Semplicemente perché il paddock dei 'signori', cioè della MotoGP, era sempre vuoto!

Ma queste considerazioni ci portano lontano.

Il motomondiale è senza un organo super partes che lo governi e controlli. Questa è la realtà. Vito Ippolito, a cui è stata consegnata una FIM debole, la ha indebolita ancora di più e nel futuro ormai sarà difficilissimo cambiarla perché la MotoGP, o comunque vogliate chiamare la ex classe regina si tiene in piedi unicamente grazie ai favori elargiti - non in base ad una regola scritta - da chi tutto decide.

Con quel che precede dov'è lo stupore se la Honda cerca di fare i propri interessi e propone la futura Production Racer a 1,2 milioni di euro?

Chi fa finta di indignarsi se la Yamaha propone in leasing i propri motori a 800.000 e l'asta andrà deserta? (credeteci, questo era l'obiettivo primario della Yamaha, non darli all'esterno, quei motori)

Chi fa qualcosa dopo che ci si è resi conto che la KTM ha monopolizzato la Moto 3 semplicemente perché ha contraddetto lo spirito della categoria?

I fatti sono questi, e sfidiamo chiunque a contraddirci. La storia ci ha consegnato pochi monarchi illuminati. E agli altri abbiamo dato un nome diverso.

 

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