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MotoGP, Lorenzo: la mia gara più difficile

"Non sono un eroe. Correre non è stato folle, ma perdere solo due punti è incredibile"

La giornata campale di Yamaha ad Assen ha fruttato ai due generali Valentino Rossi e Jorge Lorenzo galloni in quantità. Il primo è tornato a centrare il bersaglio dopo una lunga serie di tentativi falliti. Il secondo non è però stato da meno, e ha dato fondo al serbatoio personale di forza e coraggio per chiudere con un quinto posto che vale ora in ottica campionato, dove ha perso solo due punti dal leader Pedrosa.

"Questa gara è stata incredibile, per gli altri e per me – ha esordito, stremato, Lorenzo – Quando ho sbattuto al suolo non credevo di essermi rotto nulla, ma dopo 40 secondi ho capito di essermi rotto la clavicola. Quindi correre, arrivare quinto e perdere solo due punti da Dani era impensabile alla vigilia".

Ti senti un eroe?

"Gli eroi sono altri, quelli che faticano ad arrivare a fine mese. Io sono un privilegiato, mi pagano per fare queste cose".

È stata la tua gara più bella?

"Non la migliore, ma la più difficile. Assen è una pista complicata, senza rettilinei dove rilassare i muscoli e molti cambi di direzione ad alta velocità. Il risultato è nato dai primi due giri, dove sono riuscito a sfruttare la relativa freschezza per fare qualche sorpasso".

Quando hai capito che avresti potuto farcela a correre?

"Dopo tre o quattro ore. Primo ero convinto di tornare solo in Germania. Molta gente mi confronta con il passato di Stoner ma non è corretto. Se vedo che ce la faccio, ci provo. Lui si infortunò la caviglia, che tra l'altro il mio stile di guida sforza di meno".

Hai trovato anche in Crutchlow un aiuto prezioso, visto i punti che ha tolto a Pedrosa…

"Sono contento per Cal, se non mi avesse visto davanti a lui forse non sarebbe salito sul podio (ride). Credo che abbia pensato 'non può arrivarmi davanti con una clavicola rotta', quindi l'ho motivato ed il suo risultato mi ha aiutato in classifica. Speravo che passasse anche Marc, ma va bene così. Quando ho visto che Dani era quarto ero molto contento, ovviamente, ma potrà rifarsi già dalla prossima gara".

Hai provato molto dolore?

"Nei primi giri riuscivo a frenare forte, gli anti-dolorifici mi hanno aiutato ma non ho molta resistenza. Negli ultimi giri ho fatto molta fatica".

Che emozioni hai provato durante la gara?

"Ero emozionato per essere quinto e fare molti giri con il gruppo dei primi, ma a partire dal settimo giro ho notato come lo sforzo extra nella parte destra del corpo non mi avrebbe permesso di finire la gara, quindi ho provato a difendere la posizione".

Parlaci della caduta e della decisione di correre nonostante l'infortunio.

"Ho peccato di ambizione. La caduta è nata da un eccesso di confidenza. Dopo l'operazione però non sentivo molto dolore, e ho capito che correre era possibile. Non è stata una follia, nessun pilota è pazzo. Forse da giovani si rischia di più, ma la mia è stata una scelta ragionata. Nel WUP avevo capito di avere un buon ritmo, ma se mi fossi sentito senza forze mi sarei fermato".

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