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MotoGP, Rossi: scommessa vinta? E' solo l'inizio

"Lorenzo ha fatto qualcosa di quasi incredibile. Sapevo che questa sarebbe stata la mia gara"

Valentino Rossi è un fiume in piena, per troppo tempo ha sbattuto contro una diga di delusioni e prestazioni sotto le sue aspettative. Per 993 giorni ha inseguito un traguardo che sembrava allontanarsi sempre di più, sfuggirgli quando sembrava ormai vicino. Quella domenica in Malesia nel 2010 scivolava sempre di più in quella parte della mente che contiene i vecchi ricordi. Oggi, ad Assen, tutto è cambiato, quando ha tagliato il traguardo per primo il tempo si è riavvolto. “Sono felice, ma non abbastanza – ha scherzato – Non riesco ancora a essere sicuro di quali siano le mie sensazioni”.

E’ un’emozione che non provavi da tanto tempo.

E’ passato molto tempo dall’ultima volta. In mezzo ci sono state due anni e mezzo molto difficili. Nel 2010 mi sono fatto male seriamente per la prima volta nella mia carriera, prima alla gamba e poi alla spalla. Poi ci sono stati i due anni frustranti con la Ducati. La prima volta in cui ho riniziato a pensare positivo è quando Yamaha mi ha offerto un’altra possibilità”.

Ma sei felice?

Sì, ma ho bisogno di vedere il momento in cui passo per primo sul traguardo almeno due o tre volte prima di assimilare tutto”.

Pensavi che questo momento arrivasse prima?

Sapevo che ci sarebbe voluto del tempo. Mancavo dalla Yamaha da due anni, sono stato subito contento della moto ma non riuscivo a guidarla usando il mio stile. Ad Aragon ho fatto il passo avanti decisivo, qui sono stato subito veloce. Mi sentivo bene. Dal warm up alla gara non ho cambiato neanche una vite, penso non succedesse dal 2002! (ride)”

Hai fatto una gara perfetta?

Credo di sì, sono riuscito a superare Cal in partenza e Bradl al primo giro. Quando ho visto davanti a me le due Honda avevo inquadrato il mio obiettivo, erano loro ad avere il passo migliore”.

Hai subito pensato che potevi vincere?

Prima della partenza ero insolitamente tranquillo e sapevo che questa sarebbe stata la mia gara. Il primo obiettivo era spingere per andare in testa, volevo fare almeno qualche giro davanti a tutti”.

Ne hai fatto più di uno.

Pedrosa mi è rimasto attaccato a lungo, ma sapevo che se avessi continuato a spingere sarei riuscito a staccarlo. Poi ho visto arrivare Marc. Solo quando il distacco da lui ha superato il secondo e mezzo sono stato tranquillo”.

Il fatto che Lorenzo non fosse in forma ti ha dato degli stimoli in più.

Quando ho visto dai maxischermi che era velocissimo, ho pensato: ‘non può arrivarmi davanti anche con una clavicola rotta!’ (ride) Sicuramente lui è il pilota più forte in questo momento ed è difficile batterlo, soprattutto con la stessa moto. Il fatto che non fosse al 100% mi ha reso più semplice la vittoria, ma ci sono riuscito perché ho fatto un passo avanti dal punto di vista tecnico”.

Come giudichi quello che ha fatto?

Se fossi stato al suo posto probabilmente avrei visto la gara in tv e sarei poi tornato in quella successiva. Lui ha fatto di più, ha corso ed è stato fra i primi. Oggi è stato lui il vero eroe, ha fatto qualcosa di quasi incredibile. Quando ho capito che voleva provarci, non credevo che ce l’avrebbe fatta. Invece ha guidato come sempre nella prima parte della gara”.

Valentino RossiTorniamo a te. Non è la prima volta che Assen ti sorride. Come giudichi questa vittoria?

E’ una pista tra le più affascinanti e qui ho vinto il mio 100° GP. Sicuramente metto questo ultimo successo sul podio dei migliori tre della mia carriera. E’ stata sicuramente la vittoria più voluta e più attesa. Spero che il mio livello cresca ancora e di continuare a lottare insieme ai migliori”.

C’è stato un momento in cui hai avuto dei dubbi sulle tue possibilità?

Io ho sempre dubbi su me stesso. Ci ho pensato molte volte, ho anche avuto paura di non potercela più fare, ma non ho mai mollato. Come ho detto, ho passato due anni difficili, alcuni momenti li ho affrontati meglio, altri con più tristezza”.

Oltre il cambiamento tecnico ce ne è stato anche uno mentale?

Negli scorsi weekend arrivavo in pista con la speranza per il podio, ma dopo Aragon ho pensato che bisogna partire puntando sempre alla vittoria”.

Sei un altro Valentino?

Dopo il Qatar tutti dicevano che sembrava avessi 20 anni, dopo Austin che ero finito. Io sono sempre allo stesso livello, ma per vincere oggi tutto deve essere al 100%, anche il minimo particolare. In gara basta sbagliare una curva per perdere tre decimi, devi spingere al limite dal primo all’ultimo giro. Sono sempre lo stesso, anche lo scorso anno guidavo così però arrivavo a 30 secondi. Sono convinto di avere il potenziale e la passione per lottare in questo modo ogni fine settimana”.

Quindi anche per il mondiale?

Ci sono ancora tanti punti in palio, ma i miei avversari sono forti e devo pensare gara per gara. L’importante è stare davanti, poi si vedrà”.

La scommessa è vinta?

Non ancora. Questo deve essere solo l’inizio”.

Agostini deve incominciare a tremare per il suo record di vittorie?

Raggiungerlo sarà difficile, ma spero di conquistarne delle altre”.

Cosa vuoi dire ai tuoi detrattori?

"Ho sempre lasciato parlare i risultati e quella di oggi è stata la migliore risposta".

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