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MotoGP, Ducati: Dovi preoccupato, sviluppo lento

"Lavoriamo tutti al massimo, ma non sono stati fatti passi avanti. Novità a Misano"

È un Andrea Dovizioso calmo e realista, ma neanche troppo velatamente deluso, quello che si prepara ad affrontare il GP di Assen, la sua 194ª gara in carriera e settima in sella ad una Ducati che stenta a migliorare nonostante l'arrivo del telaio nuovo, poi scartato dai piloti ufficiali.

"È stato bello andare a podio lo scorso anno con Yamaha, ma quest'anno con Ducati è come affrontare una pista nuova – ha esordito "Dovi" in conferenza stampa – Molto dipenderà dal tempo, nel caldo soffriamo di più come visto al Mugello e Barcellona ma qui le temperature dovrebbero essere più basse con possibilità di pioggia".

Con un possibile aiuto del meteo ti aspetti un risultato migliore?

"Non sarà facile. Vorrei tanto fare un bel risultato per il campionato, ma dobbiamo innanzitutto cercare di migliorare la nostra competitività. Stiamo lavorando duro, abbiamo fatto molte prove anche a Montmeló ma ancora non abbiamo trovato i miglioramenti sperati e correremo con lo stesso telaio usato fin qui. Evidentemente dobbiamo andare in una direzione diversa".

Ti aspettavi una sfida così difficile quando hai firmato?

"No, sapevo che sarebbe stato difficile. Dopo i primi test ero abbastanza contento dei risultati iniziali, ma volevamo migliorare gara dopo gara per ridurre il gap dai primi e fino ad ora non ci siamo riusciti".

Nonostante gli upgrade, il distacco rimane alto. Il nuovo telaio va già in pensione qui?

"Ad Assen non porteremo avanti lo step di sviluppo portato a Barcellona, ma la moto 'lab' non è accantonata. Ci saranno delle evoluzioni ma dovranno essere molto diverse e non sappiamo con certezza quando arriveranno. Sicuramente proveremo qualcosa a Misano".

Eppure Iannone ha chiesto e ottenuto di correre con la ciclistica aggiornata...

"Iannone si è trovato bene, soprattutto per quanto riguarda l'anteriore ha evidenziato miglioramenti più marcati rispetto a noi piloti ufficiali. È giusto che corra con quello che preferisce. Per noi era importante migliorare la moto dello scorso anno, ma ancora non sta succedendo e non sappiamo perché. L'unica certezza è che serva qualcosa di diverso, perché quello fatto fino ad ora non è sufficiente e le idee portate in pista non hanno portato ai grossi cambiamenti di cui abbiamo bisogno".

Su cosa credi che sia necessario intervenire?

"Cerchiamo innanzitutto di tirar fuori il meglio dalla moto, come in ogni gara. Bisogna dividere due problematiche: cosa succede sulla moto e come risolverlo. Al pilota compete la prima parte, e deve cercare di dare più input possibili per aiutare gli ingegneri, ma non bisogna scavalcare i confini".

Pensi che in Ducati non ci si fida abbastanza di quello che dicono i piloti?

"Sono abbastanza chiari i problemi, per tutti. Forse qualche anno fa il problema era se credere o meno al pilota, ma cosa non va è noto a tutti. Competere contro Honda e Yamaha è difficile ma non cerchiamo scuse, non sono stati fatti i passi avanti nei quali credevo."

Honda invece ha già portato in pista la moto del prossimo anno...

"Honda ha un'ottima base e sta lavorando sui dettagli. È una situazione diversa, e sono più avanti col lavoro. Ma sono primi in classifica, non hanno molti problemi da risolvere."

Ma anche Suzuki sembra aver trovato subito una buona base dalla quale partire...

"Suzuki ha fatto un esordio positivo ma i risultati vanno presi con le pinze. Per esempio bisognerebbe capire come hanno utilizzato i limiti vigenti di benzina. Poi De Puniet è sempre andato meglio in prova che in gara. Per parlarne nel dettaglio bisognerà aspettare i Gran Premi."

Credi che i cambiamenti nell'organigramma aziendale (il licenziamento di Durhaimer, nel CdA di Borgo Panigale, da parte di Audi) influenzeranno il corso di Ducati in MotoGP?

"È successo da poco e si parla di piani molto alti. Bisogna ancora capire se e come ci influenzeranno, ma spero non in negativo".

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