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MotoGP, Crutchlow: con Rossi "spio" Lorenzo

"Abbiamo stili simili e confrontiamo le telemetrie, ma non capiamo il segreto di Jorge"

Quarto in campionato con 71 punti (contro i 123 di Pedrosa al comando), con due podi all'attivo a Le Mans ed al Mugello, Cal Crutchlow si è fin qui imposto nettamente come il miglior pilota satellite della MotoGP. Al britannico proveniente dalle derivate di serie, tuttavia, questo non basta. L'obiettivo è fare l'intera gara con i primi della classe, e nel tentativo di raggiungerlo a Barcellona è stato protagonista di una caduta ad inizio gara.

"La gara a Montmeló è stata ovviamente una delusione – ha detto alla vigilia del debutto in pista ad Assen – Allora ho pensato che il danno in classifica non era stato eccessivo, però avrei potuto chiudere al massimo quarto. Il punto è che raggiungere i primi negli ultimi giri non è possibile, ma per stare con loro nei primi giri ho spinto troppo e sono caduto".

Un problema sostanzialmente uguale a quello lamentato da Valentino Rossi…

"Direi di sì. Abbiamo esaminato più volte i dati l'uno dell'altro, guidiamo in modo simile, lo si nota anche dall'esterno, ma non abbiamo scoperto come Lorenzo faccia la differenza. Nessuno di noi due capisce perché Jorge non abbia problemi, né ad inizio né a fine gara".

La chiave potrebbe essere nella sensibilità nel gestire di una moto leggermente più pesante rispetto al 2012?

"Se guardi al passo nei primi giri, il mio è identico a quello fatto da Lorenzo lo scorso anno. Il problema è che i primi vanno tutti un po' più forte rispetto ad allora. Non credo abbia a che fare con i tre chili in più sulla moto. O almeno, per me non fa molta differenza ad eccezione delle staccate nei primi giri. In condizioni di temperature relativamente fredde non soffriamo, mentre dobbiamo migliorare col caldo".

Cosa ti aspetti da questo fine settimana?

"Assen sarà una gara molto difficile. Ci sono tanti piloti in grado di andare forte qui. A Barcellona abbiamo provato il nuovo telaio per tutto il giorno, girando con il serbatoio pieno, ma non ha mai funzionato. Sono tornato al vecchio, perché i problemi sono gli stessi evidenziati dal team ufficiale. Ma la moto va bene, sono soddisfatto, dobbiamo solo aggiustare la messa a punto un po' meglio. Non ho problemi a metà gara o sul finale, ma nei primi giri sí. Si rischia però, cambiando l'assetto, di perdere in altre fasi".

Cosa ti aspetti dai test della prossima settimana in Argentina?

"Abbiamo un programma intenso. Staremo lì una settimana in tutto, con due giorni di prove in pista. Sono curioso di provare la pista, e spero di presentarmi al GP successivo sufficientemente in forma".

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