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MotoGP, Barcellona: 3 principi, una sola corona

Pedrosa, Lorenzo e Marquez comandano il campionato, Crutchlow l'outsider

L’asfalto di Barcellona è già bollente e non solo per il sole che ha portato finalmente l’estate in MotoGP. Tre spagnoli arrivano in testa all’appuntamento di casa e ognuno si contende la paternità del GP. Pedrosa e Marquez sono catalani e Lorenzo ha abitato a lungo a Barcellona. I loro tifosi si divideranno le curve del circuito per sostenere il loro preferito. “Magari si inventeranno qualcosa di speciale – ha scherzato Lorenzo Qualcuno mi farà un regalo, una ragazza”. Poi dopo le risate della sala stampa si è corretto con un sorriso, “la ragazza non è il regalo, ma la persona che me lo farà”.

Il morale del maiorchino è alto, soprattutto dopo la gara del Mugello, “è stata una vittoria importante - ha sottolineato – soprattutto dopo la delusione di Le Mans. Tutte le Yamaha sono andate forte fin dal primo giorno e anche se questa è una pista diversa da quella italiana, più spigolosa, la velocità di curva conta molto e questo è un bene per le caratteristiche della M1”. Il maiorchino vuole ripetersi, ma sulla sua strada troverà sicuramente Dani Pedrosa, che al Montmelò ha vinto tre volte, una per categoria. “Ed è un’emozione speciale farlo qui” ha ricordato. Inoltre sarebbe il migliore dei modi per festeggiare il suo Gran Premio numero 200. “E’ un bel numero e mi sorprende, mi sembra solo ieri da quando ho iniziato a correre e invece è passato un bel po’ di tempo – ha ricordato – Arrivare a Barcellona in testa al campionato è una bella emozione, anche se siamo solo all’inizio. Devo rimanere concentrato e non farmi distrarre da tutte le attenzioni”.

Con l’altro occhio invece terrà a bada Marc Marquez, con cui sembravano essere scoccate le prime scintille in settimana. Dani si era lamentato del fatto che il compagno di squadra gli avesse ‘copiato’ l’assetto al Mugello. “Non è esattamente quello che ho detto – ha chiarito Pedrosa – La domanda era se fossi stato sorpreso dalle prestazioni di Marc. Ho risposto di sì, ma non in gara perché Lorenzo era comunque ancora più veloce e il suo setup non era nulla di speciale. Però il fatto che sia stato più veloce di me a fine gara è stato tutto merito suo”.

Cal Crutchlow e Marc MarquezLa formica atomica può quindi dormire sonni tranquilli e pensare solo al weekend che inizierà domani. Sul viso i segni della terribile caduta alla San Donato sono comparsi, “e sono in perfetta forma” ha aggiunto Marquez. Quindi pronto a cancellare le difficoltà del Mugello, che non ha nascosto: “è stato un fine settimana duro, soprattutto il venerdì pomeriggio – ha riso - ma lo giudico positivamente. Sono caduto, ma quando ero in seconda posizione, quindi non lo considero un grosso problema per me. Poi quel GP e questo me li ero segnati da inizio stagione, sapevo già che sarebbero stati i più difficili”. L’occasione di rifarsi è vicina e davanti alla migliore delle platee: “Jerez era stato speciale, ma questo è il mio vero Gran Premio di casa”. Poi ha aggiunto, “forse per i miei avversari è diverso, loro hanno tantissimi tifosi in tutti i circuiti. E’ come se corressero sempre in casa”.

Guai comunque a fare conte senza l’oste, soprattutto se si chiama Cal Crutchlow, è finito sul podio nelle ultime due gare e ha conquistato una vittoria già oggi, come allenatore della squadra della MotoGP che ha vinto 4 a 3 contro quella di Moto3 e 2 giocata al Camp Nou. “Bello festeggiare tutti insieme la vittoria – ha detto – Io ho cercato di spiegargli come si gioca, ma con qualcuno non è stato facile. Smith ha due piedi sinistri”. Non si lascia sfuggire la battuta l’inglese, prima di passare dal pallone alle due ruote. “E’ stato un bell’inizio di stagione – ha ammesso – Qui lo scorso anno avevo faticato, ma Dovizioso era salito sul podio. La Yamaha funziona bene su questa pista, posso essere ottimista”.

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