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MotoGP, Dovi: la GP13 'lab'? Forse inutile

"Le differenze con la D16 attuale sembrano minime. Fondamentali i test di lunedì"

Il "miracolo" italiano non è avvenuto: dopo aver provato in tutti i modi a dotare Dovizioso e Hayden della GP13 'lab' in tempo per il GP di Barcellona, il team ufficiale Ducati ha dovuto rinunciare per impedimenti logistici (leggi non abbastanza tempo). Stranamente, entrambi i piloti non sembrano però essere troppo delusi.

"Il tempo sul giro al Mugello è stato simile, praticamente lo stesso – ha detto Andrea Dovizioso La moto nuova ha lati positivi e lati negativi, ma possiamo sicuramente dire che non è ancora lo step di cui abbiamo bisogno. Abbiamo girato in 1'48 alto costantemente, che è un buon passo, ma senza la comparazione diretta coi nostri avversari non si può sapere. Potremmo portarla in pista ad Assen ma, se nei test di lunedì dovessimo andare peggio, questo telaio verrà scartato".

Eppure dopo i test al Mugello avevi detto che preferivi correre con la moto nuova…

"Il miglioramento non è eclatante, ce lo aspettavamo, ma abbiamo avuto problemi logistici per approntare tutti i componenti. Correrò con la stessa moto che ho portato in pista al Mugello. Daremo comunque il 100% e faremo i test qui al lunedì, che è importante viste le caratteristiche completamente differenti della pista rispetto al Mugello. Qui si consumano tanto le gomme, ci sono curvoni lunghi e la moto pompa molto, poi ci saranno anche i nostri avversari".

È vero che avete provato una nuova posizione di guida?

"Sì, il bilanciamento è diverso: un pilota di 70 chili può fare una bella differenza negli spostamenti dei pesi. La moto fa un po' più quello che voglio, è più reattiva e meno neutra, ma la posizione non è comodissima perché sono più steso. Con quattro turni per lavorare bene in condizioni ottimali, faremo una comparazione tra le due posizioni in sella e vedremo".

Perché sembra che non riusciate a trovare il bandolo della matassa?

"In Ducati stanno lavorando a 360 gradi, su tutto e tanto. Ma recuperare è difficile ed al momento non ci sono evoluzioni importanti né i risultati che vogliamo. Stiamo lavorando bene nelle gare, tirando fuori il massimo dalla moto, riuscendo anche a partire in prima fila, che ci aiuta a tenere un buon passo in gara, ma il gap tecnico è rimasto lo stesso da inizio stagione. Pirro come collaudatore sta lavorando bene ma servono cambiamenti molto più radicali. Noi stiamo facendo bene, ma la moto non è migliorata".

Dello stesso avviso Nicky Hayden, che rispetto a Dovizioso ha provato più "iterazioni" della Desmosedici, incontrando però sostanzialmente gli stessi problemi.

"Non abbiamo provato troppe cose sulla nuova moto la scorsa settimana, quindi il test non ha portato troppi benefici – l'analisi dell'americano – L'unica eccezione è la posizione in sella spostata all'indietro, grazie anche ad un nuovo copri-serbatoio, che ci consente di mandare in temperatura gli pneumatici più facilmente".

Eppure il progetto sembrava più radicale…

"La moto nuova che ho provato al Mugello, che si può definire la versione definitiva della moto 'lab', ha fatto meno differenza della sua versione originaria. Dobbiamo capire perché ci siamo liberati di alcuni aspetti negativi smussando anche quelli positivi".

Su cosa dovete concentrarvi ora?

"Gli ingegneri hanno lavorato soprattutto sulle rigidezze, ma non abbiamo cambiato le variabili giuste per risolvere il sottosterzo ed i problemi di guidabilità. A Jerez e al Mugello con la moto 'seminale' era chiaro dai dati che i problemi all'anteriore erano parzialmente risolti, riuscivamo a fare linee diverse e la moto 'pompava' di meno".

Qual è il prossimo passo?

"Il futuro è costruito intorno a questa moto. In passato abbiamo cambiato moto senza fare troppi test, creando confusione e a volte facendo passi indietro. Lunedì proveremo a fare passi avanti con questa. Non è il massimo della vita per un pilota, aspettiamo ancora il grande passo avanti, ma la squadra sta lavorando a pieno regime".

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