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MotoGP, Rossi e Ducati alla prova di Barcellona

Nel 2003 il trionfo della Rossa, nel 2009 quello del Dottore. Oggi si aspetta la riscossa

Barcellona riaprirà venerdì i cancelli della sua pista alla MotoGP. Il Montmeló è stato a lungo un terreno di conquista per gli italiani, che proprio su quel circuito hanno scritto alcune delle pagine più belle della storia del motociclismo. Due protagonisti, adesso in difficoltà e in cerca di riscatto, solo pochi anni fa avevano infiammato i tifosi e le istantanee di quei momenti sono ricordi indimenticabili. Riguardare le immagini della prima vittoria della Ducati con Loris Capirossi nel 2003 o del duello vinto da Valentino Rossi su Jorge Lorenzo nel 2009 con un sorpasso incredibile all’ultima curva, mostra con ancora più le difficoltà dei nostri portacolori.

ROSSI: OBIETTIVO LORENZO – Solo quattro anni fa il Dottore diede una lezione di guida al compagno di squadra Lorenzo nella tana del nemico con un ultimo giro emozionante. Quella stagione fu anche l’ultima in cui Valentino si laureò campione del mondo. Nel 2010 Jorge si prese la rivincita in campionato e poi le loro strade si divisero. Si sono rincontrati nello stesso box qualche mese fa, ma i rapporti di forza erano cambiati. Lorenzo è diventato l’uomo da battere, uno dei migliori interpreti della MotoGP degli ultimi anni. Valentino è il campione in cerca di riscatto dopo due anni privi di risultati.

Il Qatar sembrava essere stato l’inizio dell’uscita da un tunnel di delusioni, ma si è rivelato purtroppo un caso isolato. Rossi ad Austin e Jerez non è riuscito a graffiare e in Francia e in Italia ha assaggiato le vie di fuga. “In Spagna voglio il podio”, non si è nascosto nelle dichiarazioni della vigilia. Il risultato minimo è ritornare nei primi tre su un circuito in cui ha vinto in tutte le classi e che lo ha sempre esaltato. La cura migliore per dimenticare il Mugello e potere poi puntare al vero obiettivo: quello di tornare a vincere. Valentino non lo fa dalla gara della Malesia del 2010, cioè da 43 Gran Premi, un’eternità per un campione come lui.

Loris Capirossi nel 2003DUCATI: ASPETTANDO LA RIVOLUZIONE – Curiosamente anche la Ducati insegue lo stesso traguardo dall’incirca lo stesso tempo. L’ultima affermazione della Desmosedici risale al Gran Premio successivo: Phillip Island 2010, quando la guidava ancora Casey Stoner. Il 2003 sembra appartenere a un’altra epoca e l’impresa di Capirossi di riportare nuovamente alla vittoria una moto italiana nella classe regina un dato ormai solo più buono per le statistiche. La Ducati in questi dieci anni ha subito mille trasformazioni, ha perso il telaio in traliccio, ha tentato la strada del carbonio, è arrivata all’alluminio. Tanto impegno, ma pochi risultati. L’accoppiata con Rossi sembrava un sogno, si è trasformata in incubo.

Andrea Dovizioso e il nuovo management voluto da Audi si ritrovano a raccogliere i cocci di scelte sbagliate cercando di costruire su nuove fondamenta il futuro. Nelle primo gare c’è stato qualche sprazzo di gioia, soprattutto in qualifica, ma il salto avanti di cui hanno bisogno tarda ad arrivare. La moto laboratorio c’è, arriverà presto anche in gara, ma non è abbastanza. Honda e Yamaha continuano a spostare l’asticella sempre più in alto e a Borgo Panigale sembrano in affanno nella rincorsa. Il tempo è l’unico giudice delle corse, sia in gara che nel campionato, e per adesso la sua sentenza è stata spietata.

A Barcellona si chiuderà il primo terzo della stagione, tutto può ancora accadere e la Spagna, terra dei nemici, sarebbe un bel luogo per iniziare la controffensiva.

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