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Mugello: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Bandiera ammainata in Italia. Lorenzo batte tutti, Marquez e Rossi sbattono

Di tricolore al Mugello sono rimasti solo più i cordoli. Questa volta neanche il GP di Italia è stato quel Jolly che da 17 immancabilmente spuntava dal mazzo. Gloria a Lorenzo, Redding e Salom, mentre a noi non resta che raccogliere i cocci di una storia ormai passata. Inutile sorprendersi, la sconfitta era già scritta e la sfortuna ha voluto mettere fuori gioco l’unica gialla speranza. La Toscana mischia le carte nella classifica del MotoGP, distrugge ogni speranza nazionalista e ‘battezza’ Marquez. Il fatto che abbia riportato appena qualche graffio è stato l'unico miracolo italiano.

IL BELLO – Nemmeno crisi, maltempo, muretti innalzati in posizioni sbagliate e una Spagna in versione schiacciasassi riescono a togliere un briciolo di fascino ai 5.245 metri del Mugello. Siamo maestri a rovinare qualsiasi nostro tesoro, ma quando i motori si accendono a Scarperia ne vengono fuori gare emozionanti. La gara della Moto3 è stata splendida, bei duelli anche in Moto2, mentre per la MotoGP neanche ‘San’ Donato può fare i miracoli. Ma una mille che scorrazza fra quei cordoli è bella anche in solitaria.

IL BRUTTO – Maledetta superstizione, erano 17 anni che mettevamo almeno un italiano sul podio della classe regina e non rimane che archiviare quel dato. Piacerebbe parlare di sfortuna, pianeti allineati malamente e nefaste macumbe haitiane, ma questo risultato è la fotografia del nostro motociclismo. Un paio di highlander in MotoGP, il vuoto in Moto2 e promesse non ancora mantenute in Moto3. Chi semina vento…

IL CATTIVO – Rende fieri sapere che il motociclismo piace talmente tanto agli italiani che per andare ad assistere a una gara sono disposti a spendere più che in tutto il resto del mondo. Non abbiamo ancora scoperto di che materiale siano fatti prati e tribune del Mugello, ma visto quando costa appoggiarci sopra le terga speriamo sia almeno molto comodi e tempestati di pietre preziose. I più ortodossi si accontenterebbero di carbonio.

Valentino RossiDELUSIONE – Oltre il danno la beffa, cadere proprio alla Poggio Secco dove è riunito il fan club è il modo peggiore per concludere un fine settimana iniziato male. Valentino Rossi nell’incidente non ha avuto colpa, ma i podi si incominciano a costruire già il sabato. Il Dottore ha ancora 13 appuntamenti per dimostrare le sue doti di carpentiere, dovrebbero bastare.

LA SORPRESA – Gli ultimi risultati facevano dubitare che guidasse la stessa moto di Marc e Dani, ma al Mugello è uscito dal torpore. Stefan Bradl si è fatto vedere nelle posizioni che contano in quasi tutti i turni e domenica ha eguagliato la sua migliore prestazione in MotoGP, guarda a caso ottenuto sempre in Italia. Ora non gli rimane che salire sul podio, sarebbe ora.

Cal CrutchlowCONFERMA – Se italiano fosse anche il passaporto e non solo una casa gli avremmo fatto un monumento. Cal Crutchlow ha continuato a violentare il gas della sua M1 e a finire vicino a quelli buoni. Del club è ormai socio onorario anche lui e forse in Inghilterra potranno smettere di parlare solo di Sheene. Mettici anche uno Scott Redding finalmente maturo ed ecco servita la New Wave made in UK.

IL SORPASSO – Ha chiesto anche scusa, ma lo rifarebbe sicuramente. Jorge Lorenzo ha infilato senza esitazioni Dani Pedrosa alla prima staccata. Ha rischiato, ma con quella curva si è portato a casa la vittoria. Forse avrebbe preferito che davanti a lui in quel momento ci fosse stata la Honda numero 93 e non la 26. Non si può avere tutto.

Marc MarquezL’ERRORE – Quattro cadute in tre giorni sono un bel bottino che rende felici i fornitori di ricambi e abbigliamento. Marc Marquez aveva detto che il Mugello sarebbe stata una prova importante per lui e sicuramente adesso conosce il circuito meglio che mai, vie di fuga comprese. Sicuramente la formica atomica ha dimostrato che neanche le botte riescono a fermarlo. Ora però basta.

LA CURIOSITA’ – In Moto3 si sono viste due wild card: Andrea Locatelli (nessuna parentela con Roberto), sulla Mahindra, e Michale Coletti, sulla Honda. Il primo ha finito la gara 22°, il secondo 28°. Andrà meglio la prossima volta.

IO L’AVEVO DETTO –Dopo avere passato Pedrosa mi sono detto: stai calmo”. Se l’è ripetuto nella ghiaia. Firmato Marquez.

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