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MotoGP: Rossi soffre, Lorenzo gioisce

FP3: Vale non migliora, scavalcato da Pedrosa. Dovi 7º, altra caduta per Marquez, 12º

Splende il sole al Mugello, con temperature in aumento rispetto a ieri (20 gradi sull'asfalto), e dopo aver lasciato Rossi a fare la lepre il venerdì è stato Lorenzo ad alzare l'asticella e proporsi come riferimento indiscusso nella terza sessione di prove libere della MotoGP al Mugello.

Il pilota Yamaha ha rotto gli indugi fin dai primi minuti, replicando immediatamente i tempi della FP2 fino a fermare il cronometro sul tempo di 1'47.972, unico a scendere sotto l'1'48. Il maiorchino ha anche mostrato la sua tipica regolarità sul passo, con ben nove giri sul ritmo di 1'48 basso con gomme usate.

Dopo il dominio Yamaha al vertice, sono risalite le Honda. Pedrosa sembra aver risolto i problemi di aderenza lamentati ieri, chiudendo a + 0.250 da Lorenzo. Buona prova anche di Bradl, che ha tirato la zampata a pochi minuti dal termine portandosi in terza posizione, a + 0.517.

La tartaruga sul casco si è invece rivelata di cattivo augurio per Rossi, che ha provato assetti diversi su entrambe le moto, senza però riuscire a migliorarsi rispetto a ieri. Il pesarese continua quindi a lottare contro la "maledizione del sabato", patendo circa un secondo dal compagno di squadra in termini di passo. La prima fila rimane a portata, ma serve qualcosa di più, specialmente nel T4.

Stesso discorso per Crutchlow (6º a + 0.777), che con Rossi ha condiviso il triste primato di non essersi migliorato rispetto alla FP2, chiudendo alle spalle di un redivivo Bautista.

Sessione "stoica" per Dovizioso, visibilmente acciaccato al collo dopo la scivolata di ieri alla San Donato ma indomito davanti al pubblico di casa. In settima posizione (+ 0.807), il forlivese ha guidato un trenino di ducatisti con Hayden e Pirro in scia.

È invece sfuggita la qualifica diretta alla Q2 ad Andrea Iannone (11º a + 1.163), che ha difeso da solo i colori del team Ducati Pramac dopo il forfait di Spies per le difficoltà di guida riscontrate a causa dei problemi alla spalla.

Sembra aver infine trovato i suoi limiti Marc Marquez. Con diversi lividi ed una micro-frattura al radio dopo la spaventosa caduta ai 340 km/h nella FP2, lo spagnolo ha è stato nuovamente costretto a saltare dalla sua RC213V dopo un "lungo" al Correntaio. Nessuna conseguenza fisica, ma una fiducia comprensibilmente incrinata per l'esordiente, che ha chiuso con il dodicesimo tempo (+ 1.246).

I tempi:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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