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Rossi si affida alla magia del Mugello

"E' una gara speciale e devo fare di più. I giovani piloti? Come il nuovo modello di un'auto"

L’effetto Rossi incomincia già a sentirsi al Mugello, i tifosi non hanno ancora colorato di giallo le colline di Scarperia ma le prevendite si sono già impennate, del 20% dicono gli organizzatori. “Una bella responsabilità” scherza Valentino, perché sa che in tanti verranno per assistere a una sua riscossa dopo gli ultimi Gran Premi più difficili del previsto. “Sono contento se ci sarà molta gente, i tifosi aiutano, come le curve di questa pista” afferma.

Quindi il podio è l’unico obiettivo possibile?

Per come sono andate le cose fino a ora sarà difficile salirci. I tre spagnoli sono stati più veloci di me e qualche volta anche Crutchlow. Sarà difficile ma qualcosa in più qua si può fare. Lo devo fare, in questa pista, in Italia. Per la classifica è una GP come un altro, ma questa è una gara speciale, un buon risultato qui vale di più”.

Quindi questo Gran Premio può essere un punto di svolta nella tua stagione?

Non penso, ma comunque sono consapevole che devo fare di più. Sicuramente un buon risultato aiuterebbe anche psicologicamente”.

Cosa ti manca ancora?

So di non guidare ancora al 100%, di non avere quella velocità in entrata di curva che la Yamaha mi permetterebbe. Anche in qualifica devo migliorare, è stato un mio punto debole fino a ora. So che è possibile essere più veloci, in questo momento in MotoGP devi guidare sempre al massimo in ogni turno di prove e devi essere ancora più veloce in gara”.

Il livello si è alzato negli ultimi due o tre anni?

Direi piuttosto che la situazione è diversa. Sono arrivati giovani piloti ed è come per le auto, il nuovo modello è sempre meglio del precedente (ride). Anche il modo di guidare è cambiato, bisogna usare nuovi trucchi e per quelli vecchi come me è più difficile”.

C’è stato un cambiamento anche dal punto di vista tecnico?

La differenza maggiore la fanno le gomme, da quando è stato introdotto il fornitore unico le Bridgestone sono cambiate. Non offrono più lo stesso grip al limite dell’inclinazione e bisogna sfruttarle in un altro modo anche in uscita di curva”.

Le Honda saranno il nemico principale?

Me le aspetto forti. Sono sicuro che Marquez sarà veloce anche qui ma soprattutto Pedrosa, è una pista da sempre fra le sue preferite. Ma anche la Yamaha è sempre andata bene”.

Marc ha detto che sarebbe felice se fossi davanti domenica?

Davanti in generale o davanti a lui? (ride) Piacerebbe anche a me, qui l’atmosfera è sempre fantastica e non solo per noi italiani. Lo è da sempre da quando vinsi la mia prima gara nel 1997”.

In questo circuito hai tanti bei ricordi, ma qual è il migliore?

La vittoria nel 2006. Ho fatto una bellissima battaglia con Loris Capirossi, lui aveva la Ducati e le Bridgestone, io la Yamaha e le Michelin, ma il nostro livello era identico. All’inizio dell’ultimo giro siamo passati sul traguardo perfettamente appaiati poi non ricordo più nulla. E’ l’unico caso in tutta la mia carriera, mi sono ‘risvegliato’ dopo la bandiera a scacchi”.

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