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MotoGP, Mugello: chi fermerà le Honda?

Tre gare su quattro alla RC213V. Rossi al bivio, sforzo extra per Ducati

È ormai tutto pronto per il quinto appuntamento stagionale della MotoGP, in programma per questo fine settimana al Mugello. Il tecnico tracciato è da sempre tra i favoriti dei piloti e la danza della classe regina è pronta a ricominciare tra le dolci colline toscane con la Honda nelle vesti di prima ballerina. Come sempre, Yamaha e Ducati proveranno a scalzarla dai riflettori, ma senza abiti nuovi o passi alternativi non sarà impresa facile.

CORAZZATA HONDA – Ad eccezione della gara di apertura, la squadra ufficiale si è aggiudicata il 75% delle gare disputate ed è reduce da tre vittorie consecutive ad Austin (Marquez), Jerez (Pedrosa) e Le Mans (Pedrosa). La Casa ha i suoi piloti ufficiali in testa al campionato (separati da soli sei punti) e domina anche la classifica costruttori nonostante le prestazioni tutt'altro che mirabolanti delle moto satellite, segno che la combinazione di risorse umane e tecniche trovata in HRC funziona alla perfezione.

Finora sia Marquez che Pedrosa hanno mantenuto o ecceduto le aspettative, dividendosi equamente le spoglie e indirizzando ogni forma di aggressività – agonisticamente parlando – verso terzi (Lorenzo a Jerez, su tutti). L'idillio probabilmente non durerà in eterno, ma la competitività attuale del team rischia di trasformare il campionato in una lotta a due tra i suoi piloti. Rincorrere in classifica – Pedrosa ben lo sa – crea difficoltà aggiuntive ad ogni gara, e sia Lorenzo che soprattutto Rossi dovranno dare una risposta immediata dopo la debacle di Le Mans.

YAMAHA PER LA RIVINCITA – Il campionato, cominciato sotto i migliori auspici con la doppietta in Qatar, ha preso una piega preoccupante per la Casa di Iwata. La M1 è stata sconfitta su piste teoricamente favorevoli come Jerez e Le Mans, e stenta a tenere il passo della rivale giapponese nell'eterna sfida ingegneristica: manca ancora il cambio seamless, ma sopratutto mancano le idee per contrastare una RC213V che – da quando accelerò lo sviluppo 2013 portando un nuovo telaio proprio nei test del Mugello lo scorso anno – ormai va forte ovunque.

Lorenzo viene da un passo falso inusuale per un mostro di costanza come lui, e c'è da chiedersi se le polemiche con la Direzione Gara dopo il sorpasso con carenata subito all'ultima curva a Jerez non lo abbiano destabilizzato. È ancor meno sereno Rossi, che stenta a tenere il passo di lavoro dei primi e si trova spesso ad inseguire durante tutti i turni del fine settimana. Che il "Dottore" fatichi a tenere il passo di Lorenzo e Pedrosa, piloti all'apice della carriera, ci può stare. Che arrivi dietro a Crutchlow, su M1 satellite, in due gare su quattro ed ogni qualifica, francamente no. Il tempo, che Valentino ha chiesto, stringe come non mai.

POKERISSIMO DUCATI – La Casa di Borgo Panigale, reduce dalla miglior qualifica e risultato dell'anno a Le Mans con Dovizioso (quarto), è pronta a sbarcare al Mugello al gran completo, con il ritorno di Spies in forza al team Pramac e Pirro in veste di wild-card sulla GP13 "lab". I passi avanti della nuova moto, per quanto timidi, ci sono stati. Ora non resta che approntare tutti i particolari di ciclistica, motore ed elettronica, e comporre il puzzle d'insieme.

Intanto il team ufficiale può contare su una partenza lanciata al Mugello, avendo effettuato due giorni di test due settimane fa per portarsi avanti nella ricerca degli assetti. La regolarità sull'asciutto è ciò che più è mancato finora ai piloti in Rosso, che potrebbero però ricevere aiuti da Giove Pluvio (piogge sparse previste per l'intero fine settimana). Intanto la squadra lavora con ritrovata serenità e rinnovata fiducia, in attesa di tirare le prime somme.

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