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News Prodotto, 'Il miglior tempo' di Guido Meda

Non su un giro di pista ma in libreria per un esordio da romanziere

Forse siete un po' come me che non vedo l'ora di passare dalla parte del volante anche se mancano dieci anni che a scorrere ce ne metteranno almeno cento. Perché quando sei piccolo ti sembra impossibile diventare grande. E' una cosa lontanissima. Ma interessante, soprattutto per quel fatto lì che ad un certo punto si può guidare, anche tutti i giorni.

Con questo incipit Guido Meda, il popolare telecronista di Italia 1 si presenta nelle vesti di scritto con il suo libro "il miglior tempo", in libreria in questi giorni.

A voi il piacere della scoperta della trama, vi riveliamo solo che ad un certo punto, spuntano Valentino Rossi e Marco Simoncelli. Ma non è un libro sulla MotoGP.

La recensione:

Il miglior tempo racconta le emozioni di una vita su ruote, quella di un uomo che è cresciuto giocando con le automobili, che si diverte a sfidare i limiti e da sempre cammina in bilico tra motori e donne (ma non tra donne&motori).

Nella vita del protagonista di questo libro, i motori – macchine, motociclette, aerei – sono tradizione familiare, lavoro, hobby, addirittura mania, culto, autocoscienza. Poi ci sono le donne: le nonne, la tata, la madre, la moglie, le figlie, le amiche, tutte figure femminili sagge e pazienti, capaci di curare le ferite ogni volta che il gioco si fa troppo pericoloso. Ed è proprio nell’equilibrio tra ragazzate e perdono, tra fughe liberatorie e carezze di conforto, che bisogna cercare il tempo migliore e che si raccontano le storie più belle: il ricordo mitico della Millemiglia del ’56 a bordo di una Fiat 1100-103 Zagato, gioiosa ma estenuante anarchia automobilistica; la birichinata incendiaria di un bambino che rimette in moto una Renault Dauphine del ’58 abbandonata; una notte d’amore in cui viene concepita la più bella delle automobili; un viaggio in moto per assaporare il piacere della paternità; il Sic con la sua voglia di abbracciare e Valentino quando era bambino.

E la guerra dichiarata a un vigile urbano. In questo libro, sospeso tra realtà e sogni, tra riso, paura e nostalgia, Guido Meda ha saputo dare senso a una passione assoluta. Che è anche la voglia tutta maschile di vivere con leggerezza. Di partire per una scorribanda sapendo di poter sempre tornare sotto un tetto sicuro.

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