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Le Mans: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Honda umilia Yamaha. Eroico Crutchlow ed esalta il Dovi. Rossi: non pervenuto

Le Mans rispetta sempre le sue promesse: tifosi ubriachi e rumorosi la notte, temperature da steppa siberiana e pioggia a secchiate. Anche quest’anno torniamo a casa con le nostre certezze intatte. Ci fanno compagnia Pedrosa e Marquez, ancora più convinti del loro polso destro. Due prime volte per loro: la vittoria in Francia per Dani, la gara sull’acqua per Marc. Yamaha invece se ne va raccogliendo i cocci e ringraziando un Crutchlow in veste di salvatore della patria. Il disastro di Lorenzo potrebbe essere stato causato da una cospirazione aliena, quello di Rossi ha forse ragioni più terrene. E Ducati? Bravo ancora una volta il Dovi, la moto invece è sempre quella. Speriamo ancora per poco.

IL BELLO – Come il cane lo è per l’uomo, così la pioggia è la migliore amica della MotoGP. Basta che l’asfalto diventi scuro ed ecco nascere gare emozionanti, con sorpassi, rimonte, colpi scena, addirittura gomme che si consumano. Dopo la piega leggermente soporifera delle ultime due gare (ultima curva dell’ultimo giro a Jerez esclusa) il maltempo francese è stato uno dei più bei regali che i tifosi potessero ricevere. Ora vogliamo vedere lo stesso anche col sole.

Jorge Lorenzo e Valentino RossiIL BRUTTO – Qualcuno ha aspettato che si togliesse il casco (rigorosamente appannato) per accertarsi che fosse veramente lui. Il Lorenzo di Le Mans sembrava un suo lontano parente, prestato per un giorno al motociclismo dopo anni di gare nel limbo. Cosa sia successo nessuno lo ha capito. Jorge dà la colpa alle gomme, la Bridgestone assicura che erano a posto. Il mistero si infittisce e l’unica cosa chiara sono i punti persi in campionato.

IL CATTIVO – Carmelo Ezpeleta contro gli spagnoli? Lotta fratricida in arrivo? Non allarmatevi, perché il boss della Dorna dice ma poi smentisce, ma non è questo il problema. Semmai che la MotoGP non perde mai il vizio di cercare di mettere pezze su falle che si erano aperte da anni. Non è una caso se la Spagna domina in tutte le classi e il successo è meritato. Però è dura ragionare solo da sportivo quando le corse sono un business milionario. Ragione e sentimento.

DELUSIONE – Le Mans, la pioggia e addirittura la Yamaha. Qualcuno aveva già tirato fuori uno champagne rimasto a prendere polvere in cantina per più di due anni. Il tappo però è rimasto al suo posto, perché il lupo di mare Valentino Rossi è naufragato fra gli scogli di Le Mans. Le piste europee gli hanno voltato le schiena e ora tutto è sulle spalle del Mugello, la preferita. Il Dottore recita un mea culpa, cosa che gli fa onore, ma è arrivato il tempo di reagire. Nessuno crede che questo sia il suo massimo, vogliamo la dimostrazione che non ci sbagliamo.

Cal CrutchlowLA SORPRESA – Si rompe un osso e scopre di stare meglio quando è in moto che quando cammina. Niente di meglio se ti chiami Cal Crutchlow e hai davanti una gara di 28 giri. Il bello dell’inglese è che fa l’impresa quando nessuno se l’aspetta e manda un segnale alla Yamaha che neanche una sordità congenita può impedire di sentire. Speriamo che compri al più presto la casa in Toscana, così possiamo vantarci che è uno dei ‘nostri’.

IL SORPASSO – In MotoGP sono stati il pane dei due della Honda. Dani Pedrosa non si è tirato indietro neppure in condizioni che lui odiava. Marc Marquez, come al solito, si è esaltato nella rimonta. La coppia non solo va sul podio, ma entusiasma e diverte. Per batterli bisogna trovarne i punti deboli, se li hanno son ben nascosti.

L’ERRORE – Onore a Scott Redding, protagonista di una vittoria guadagnata sul campo, ma ieri l’inglese ha ricevuto tutti i suoi regali di Natale con qualche mese di anticipo. La terribile curva 7 ha accolto nelle sue vie di fuga Pol Espargaro, Tito Rabat e Takaaki Nakagami, cioè quelli che gli erano davanti. Per chi vuole vincere il mondiale, un passo falso che costa caro.

Andrea DoviziosoCONFERMA – Andrea Dovizioso? Un ragionatore, un pilota preciso forse troppo cerebrale. Questa la descrizione pre-Ducati. Ma in quattro gara ha dimostrato tutt’altro carattere. Non guida la Desmosedici come vorrebbe, però si adatta ed esalta. Risponde a Pedrosa come se l’Honda ce l’avesse lui, sfrutta errori altrui e punti di forza suoi. Marquez gli toglie la gioia del podio, ma la colpa non è del Dovi. Ora aspettiamo la nuova (e possibilmente più veloce) moto, se la merita.

LA CURIOSITA’ – In Francia si è rivisto Gino Rea, protagonista di un weekend molto Seventies. Tende a fare da box, un meccanico, il padre e una FTR. All’ombra delle mastodontiche hospitality degli avversari, il britannico ha esultato come per una vittoria mondiale dopo il 4° posto nel warm up. Alle telecamere ha indicato il punto interrogativo sulla carena che aveva al posto dello sponsor. Ha insegnato che la passione conta ancora.

IO L’AVEVO DETTO – Marc Marquez il sabato: “se in gara pioverà sarà interessante, non ho mai corso con una MotoGP sull’acqua”. Interessante per lui, mica per gli avversari, si era dimenticato di specificare.

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