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Brasile e Thailandia nel futuro MotoGP

Argentina in calendario dal 2014, ed occhi puntati su Brasile e Thailandia

Dopo aver aggiunto la tappa americana di Austin, il motomondiale continua a guardare oltreoceano per le stagioni future. Parecchio inchiostro era già stato speso per il round argentino, che avrebbe dovuto comparire in calendario quest'anno salvo venire posticipato per la faida tra YPF e Repsol che rischiava di trasformare la trasferta in un fiasco politico.

Dopo diversi retroscena, la MotoGP ha deciso di "metterci una pezza" programmando dei test per la seconda metà di luglio, ai quali dovrebbero partecipare le squadre che non si sono recate ad Austin a marzo, in attesa di fare il proprio debutto ufficiale nel 2014. Ma a Carmelo Ezpeleta, CEO della Dorna, questo non basta.

"Andremo sicuramente in Argentina il prossimo anno e stiamo valutando l'opportunità di tornare in Brasile in un futuro prossimo – ha dichiarato Ezpeleta al quotidiano neozelandese Stuff – Stanno costruendo un nuovo impianto a Brasilia, ma non so se riusciranno a terminare i lavori entro la fine dell'anno, quindi è più probabile che ci andremo nel 2015".

In entrambi i casi si tratterebbe di un ritorno. Fino al 1999, il motomondiale corse sull'autodromo Oscar Alfredo Gálvez a Buenos Aires, mentre l'appuntamento brasiliano sul circuito Nelson Piquet di Rio de Janeiro è stato cancellato a fine 2003.

Ma non c'è solo il Sud America nel mirino della Dorna, ansiosa di dare un carattere sempre più internazionale al motomondiale. Un altro candidato papabile sembra essere la Thailandia, con una pista in costruzione entro la fine del 2014, anche se Ezpeleta ha fatto trapelare che "ci sono altri progetti in Asia. Non India però. Siamo già lì con la Superbike e vedremo cosa succederà. Dipenderà dai risultati, poi valuteremo se andarci anche con la MotoGP o meno".

Parecchia carne al fuoco, insomma, con la certezza di dover tagliare qualche appuntamento esistente perché "18 GP è il numero ideale, non vogliamo averne di più se è possibile. Non ci sono molte possibilità di continuare con quattro gare in Spagna, e nemmeno tre in America". In questo caso il calendario avrebbe la metà delle gare fuori dall'Europa, con Jerez, Valencia e Indianapolis a maggior rischio di epurazione.

Il tentativo della Dorna di uscire dai vecchi confini è condivisibile filosoficamente, ma arriva innegabilmente in netto ritardo rispetto a quanto fatto dalla Formula 1 e nel momento più duro di crisi economica. Trasferte oltreoceano costano ai team intorno ai 300mila euro ciascuna, mentre i vantaggi non sono chiari per tutti, soprattutto per le classi minori, con una schiera di telaisti semi-sconosciuti al posto di Case con marchi da promuovere, ed i team privati non strutturati per sfruttare queste opportunità in termini di sponsorizzazioni.

Il maggiore incentivo economico sarebbe dato dai diritti pagati dalle nuove piste per ospitare il motomondiale, ma la sensazione ancora una volta è che si cerchi di cambiare tutto senza un progetto comune tra Dorna, FIM e partecipanti al campionato. Alla prossima puntata.

 

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