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Lorenzo costretto a cambiare per Marquez

La stretta di mano in alta quota e Pedrosa e Rossi pronti ad approfittare della rivalità

Alla fine la stretta di mano c’è stata, complice il destino che ha tirato le fila per la pacificazione tra Lorenzo e Marquez. Dopo la ‘spallata’ all’ultima curva nel GP di Jerez, Jorge aveva deciso di mordersi la lingua e di evitare qualsiasi ulteriore contatto con Marc. In parco chiuso non aveva accettato nessun gesto distensivo e anche il lunedì dei test si era tenuto alla larga dall’avversario. Non aveva però fatto i conti con le linee aeree e martedì il campione del mondo e il debuttante, come riportano i colleghi di Motocuatro, si sono trovati non solo sullo stesso volo che da Siviglia li avrebbe portati a Barcellona, ma pure seduti nella stessa fila. Complici anche i membri delle rispettive squadre, i due hanno approfittato del viaggio per – finalmente – stringersi la mano e confrontarsi sull’accaduto.

UN NUOVO LORENZO CONTRO MARQUEZ - Pace fatta? Sarebbe quantomeno ingenuo pensarlo, perché Marquez con quell’attacco l’ha fatta veramente ‘grossa’. Niente di scorretto, e Jorge ha ammesso l’errore di avergli lasciato la porta aperta, ma è stata una manovra che ha fatto innervosire il maiorchino, battuto davanti al ‘suo’ pubblico, nella ‘sua’ curva. Lorenzo in passato è stato pilota aggressivo, poi con l’età ha calmato i bollenti spiriti. Una trasformazione che lo ha portato a diventare quasi un ‘ragioniere’, e l’ultimo titolo è stato conquistato proprio con questa forma mentis: colpire dove possibile e accontentarsi quando si trovavo in difficoltà.

Ma con Marquez cambia tutto, perché Marc è spagnolo come lui e non ha assolutamente timori reverenziali. Inoltre con la sua guida spettacolare e il sorriso da bravo ragazzo riesce a fare breccia nel cuore degli appassionati come in quello di mamme e nonne. Contro Rossi si scontrava con il mito della MotoGP, ma ha sempre avuto dalla sua parte l’età, contro Stoner e Pedrosa ha usato il carisma, che gli altri due, ruvidi anche se in modo diverso, non avevano. Marquez è invece il suo primo ‘vero’ avversario. Un po’ quello che ha significato l’arrivo di Valentino per Biaggi, il ragazzino con niente da perdere, grande talento e una folla a sostenerlo.

Lorenzo non è stupido, ha capito che per batterlo, e non solo in pista, deve cambiare. Deve ritornare al passato. “Vorrà dire che migliorerò ancora, che guiderò più aggressivo come in 250” ha buttato lì. Perché Jorge pensa molto e studia le proprie mosse con attenzione. Sa che non basterà continuare a gareggiare come nelle ultime stagioni, nel mazzo è spuntato un jolly e bisogna prendere le contromisure. Marc nel corpo a corpo si diverte e quel sorpasso gli ha solo dato ancora più sicurezza nei suoi mezzi. Per tenerlo sotto controllo bisogna giocare con le sue stesse armi, che non significa essere scorretti ma duri sì. Del resto Rossi l’aveva inquadrato subito, “Marc non è uno che si tira indietro quando lo sorpassi”. Lorenzo può contare sull’esperienza e cattiveria ne ha ancora.

Valentino RossiFRA I DUE LITIGANTI… - Chi può guardare alla nuova rivalità con il sorriso sono invece Pedrosa e Rossi. Le prime tre gare hanno detto che il mondiale è una lotta a tre, forse a quattro. Se in due cercano di mettersi i bastoni fra le ruote a vicenda, a guadagnarci sono gli altri. Del resto, per Dani potere fare gara in solitaria mentre alle sue spalle si scornano è la situazione ideale. Valentino, che ha ancora il fiato un po’ corto rispetto ai rivali, potere concentrarsi solo su di sé è un vantaggio. Siano Marc e Jorge a tenersi impegnati a vicenda, mentre gli altri due fanno la propria gara.

Strategia rischiosa, perché questo scontro diretto potrebbe dare loro una marcia in più, ma che potrebbe funzionare. Meno pressioni e più tranquillità, per portare avanti il lavoro. Del resto, fino a oggi, sia Pedrosa che Rossi sono sempre stati ben attenti a non innescare la minima scintilla nei confronti dei due compagni di squadra. I due spagnoli della HRC sono andati a cena insieme dopo la gara di Austin, il Dottore ha continuato a riconoscere la (temporanea) superiorità di Jorge. Hanno entrambi abbastanza esperienza per sapere che le corse non si vincono solo con la velocità pura e sanno approfittare di ogni debolezza o imprevisto.

Le Mans è alle porte e per andare via dalla Francia con la coppa in mano l'astuzia sarà una preziosa alleata.

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