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Sykes: dopo Monza il contrattacco

Sulla manovra di rientro su Guintoli: "ho seguito il regolamento alla lettera"

Nonostante la sua ZX-10R pagasse dazio in velocità di punta rispetto alle Aprilia (330 contro 337 km/h in qualifica, 332 contro 336 km/h in gara), Tom Sykes è riuscito a difendersi a spada tratta a Monza. Il britannico dinoccolato, vero idolo del pubblico con il suo stile inconfondibile e senza compromessi, lascia il tracciato brianzolo con un secondo e un quarto posto (dopo il ricorso Aprilia), il nuovo giro record, ed il giro più veloce in Gara 1. Quanto basta per renderlo soddisfatto.

"Tutto sommato sono contento – ha detto dopo il bagno di folla nel Paddock Show – Perdevo abbastanza in rettilineo ma ho spinto al massimo e siamo riusciti a dare un bello spettacolo. Non vedo l'ora di correre su piste più tortuose, favorevoli alle caratteristiche della Kawasaki".

Nel fine settimana quasi perfetto di Sykes restano solo un paio di sbavature che lo hanno costretto ad utilizzare le vie di fuga. Quella di Gara 2, commessa quando era terzo davanti a Guintoli, ha innescato anche una polemica dopo la bandiera a scacchi che è proseguita in Direzione Gara fino alla decisione di dare il terzo posto al francese.

"Ho dovuto allargarmi perché altrimenti avrei toccato il posteriore di Melandri, che secondo me ha frenato prima del solito – si è giustificato – Ho un gran rispetto per Sylvain, è un pilota genuino ed uno dei pochi con i quali parlo apertamente nel paddock, ma ho letto bene il regolamento venerdì e dice che bisogna rientrare nella posizione in cui si era al momento dell'uscita di pista. Ho solo seguito le istruzioni alla lettera".

Per come era partito in entrambe la gare, tuttavia, lasciare Monza senza una vittoria avrebbe anche potuto essere un boccone amaro.

"Dopo le polemiche dello scorso anno, che mi sono costate il campionato probabilmente, non mi scoccia il risultato odierno. Facevo molta fatica a sorpassare Aprilia e BMW, ma i nostri risultati continuano a migliorare. Vengo da cinque podi consecutivi dopo l'esordio a Phillip Island dove avevo costole e polso malconci".

A confortare il britannico, una costanza di ritmo in gara che spesso gli era mancata in passato.

"Non riuscivamo ad usare correttamente le gomme lo scorso anno, ed abbiamo fatto un grande lavoro sull'usura durante la pausa invernale. Poi personalmente vengo da alcune stagioni dure, che mi hanno temprato. Oggi non era il nostro giorno, ma non avrei potuto fare di meglio".

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