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Rea: la Honda ha sorpreso anche me

"Elettronica sensibilmente migliorata, ma soffriamo a livello di potenza"

Il tracciato di Monza, teatro del quarto appuntamento stagionale della SBK, dovrebbe favorire "missili" delle derivate di serie quali Aprilia e BMW. Per questo il secondo tempo (+ 0.274) di Jonathan Rea su Honda ha stupito più di uno dei presenti nel paddock brianzolo. Compreso il pilota.

"Sono abbastanza sorpreso per il risultato di oggi – ha detto il nativo del'Irlanda del Nord – Soprattutto perché ho fatto il mio miglior tempo sentendomi pienamente in controllo. Non ero vicino al limite e non ho nemmeno sfruttato una scia".

Quali sono i vostri punti di forza e dove invece dovete ancora migliorare?

"La moto è estremamente stabile in inserimento, mentre paghiamo ancora (11 km/h, ndr) in termini di velocità di punta. Il motore rimane ancora il nostro punto debole, anche se abbiamo provato a sfruttarlo maggiormente lavorando sul suo posizionamento all'interno del telaio, inteso come altezza e centro di gravità".

Quanto vi hanno aiutato i test condotti ad Assen?

"Sono stati fondamentali per l'elettronica. Ora funziona molto bene, 'taglia' meno bruscamente. La moto è dolce da guidare, ed il posteriore scivola poco quando apri il gas in uscita di curva. Poi qui abbiamo portato qualche novità aerodinamica. Le linee del serbatoio sono diverse, e addirittura ho cambiato le protezioni esterne dello stivale, ora sono più sottili".

Sotto questo aspetto quanto aiuto di ha dato HRC?

"Ci hanno aiutato con il software ad inizio stagione, ma l'hardware è Cosworth e lo sviluppo lo fa la nostra squadra insieme a loro".

Che obiettivi hai per il resto del fine settimana?

"Spero di qualificarmi in prima fila. Sarebbe importante per non perdere le scie in caso di gara di gruppo. Per la gara non sono troppo ottimista, ma abbiamo un'idea sulla mescola da usare e dobbiamo verificare l'usura sulla spalla".

E per il resto della stagione?

"Faremo sicuramente meglio che in questo inizio di campionato. Non credo di essere il migliore test rider, ma quando la moto si avvicina al suo vero limite riesco a dare buone indicazioni. Haslam aveva dato responsi molto diversi dai miei, poi abbiamo un fatto un passo indietro verso il feedback che diedi io e mi trovo meglio".

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