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A Jerez la spallata di Honda a Yamaha

Lorenzo: "con questa M1 non si vince". Pedrosa: "non ho guidato al limite". A Marquez la testa del mondiale

Il corpo a corpo fra Yamaha e Honda non si è combattuto solo alla famigerata ultima curva, ma anche in classifica. E Tokyo ha battuto Iwata in entrambe le battaglie. A fine giornata comanda sia nel  campionato piloti, con la sua coppia davanti a tutti, che in quello marche. Se un dominio HRC era prevedibile ad Austin, Jerez avrebbe dovuto essere la pista del riscatto Yamaha, ma così non è stato. Pedrosa ha tagliato il traguardo in solitaria, mentre Marquez dava l’ultima ‘spallata’ agli uomini in blu proprio nella curva intitolata al loro campione.

LORENZO: COSI’ NON SI VINCE – Il viso buio di Jorge, gli occhi nascosti sotto la visiera del cappello, è giustificato. Il maiorchino da una parte pensa a un sorpasso che ancora gli brucia, dall’altro ai passi avanti della Honda. Del primo non vuole parlarne, “adesso, a caldo, potrei solo dire cose di cui poi mi pentirei. Quindi preferisco il silenzio”. Quando le domande continuano, chiude il discorso stizzito: “dopo la vittoria in Qatar nessuno mi ha chiesto niente, oggi invece sono tutti curiosi”. Meglio cambiare discorso, allora, ma neanche così è possibile migliorare l’umore di Lorenzo.

Oggi era un po’ più caldo di ieri – incomincia a raccontare – sapevo che avremo sofferto e così è stato già dopo 3 o 4 giri. Da quel momento ho solo pensato a non commettere errori e alla fine ci sono quasi riuscito, ne ho fatti solo due. Il primo in partenza e il secondo all’ultima curva”. Già proprio quella. “Almeno non sono caduto e ho portato a casa 16 punti – l’unica consolazione – che è quello che dobbiamo fare quando soffriamo”. Limitare i danni, insomma, tecnica rischiosa però a inizio campionato. “Più di così non si può fare, non con questa moto – sottolinea – se fosse migliore lo sarebbe anche la mia posizione in classifica”.

Un campanello d’allarme che spera sentano fino in Giappone. “Abbiamo bisogno di una moto più competitiva per vincere – avverte – I limiti sono sempre gli stessi, soffriamo in accelerazione e ci serve più stabilità in uscita di curva”. Parole sottoscritte in pieno anche da Rossi. Domani ci saranno i test, ma Jorge li liquida con una battuta: “solo le temperature più basse potranno farmi andare più veloce”.

PEDROSA: HO VINTO SENZA SPINGERE – Chissà quindi se il colpo più forte l’ha ricevuto da Marquez o da Pedrosa, che ammesso candidamente: “ho fatto tutta la gara senza spingere al massimo”. Non è arroganza, ma strategia perché “sapevo che sarei andato in crisi con le gomme se avessi spinto – continua – ho cercato di guidare morbido. Sapevo di essere più veloce di Lorenzo dopo i primi giri e quando poi ho preso un po’ di vantaggio ho potuto anche pensare ad amministrare”.

Dani, quindi, non è troppo preoccupato di non avere nuove parti da provare domani. “Mi concentrerò sulle regolazioni – dice – dopo tre gare so cosa ci serve. Le Mans è una pista completamente differente e voglio arrivare preparato”. Di certo sbarcherà in Francia con l’umore alle stelle. “Il giro d’onore con tutta questa gente è stato bellissimo”.

MARQUEZ: NON ME LO SAREI MAI ASPETTATO – Neanche Marquez riesce a essere troppo contrito per un secondo posto conquistato con il coltello fra i denti. “Spero che fra uno o due giorni tutto possa tornare alla normalità e che i miei rapporti con Jorge continuino a essere buoni” si augura. Intanto si gode la testa della classifica e il terzo podio in tre gare, “a inizio campionato puntavo a un 4° o a un 5° posto – ammette – mi sarei accontentato di qualche podio più avanti. Poi qui nei test avevo faticato e il secondo posto vale come una vittoria”.

Invece si è candidato come l’uomo da battere e l’accoppiata con la sua Honda funziona alla perfezione. “Ma ho ancora molto da imparare, ho fatto qualche errore – sottolinea – In qualche staccata sono arrivato troppo vicino a Jorge. Devo capire meglio i punti di frenata, quanto influisce la scia. Forzavo molto nella curva 6 perché perdevo molto in uscita dalla 5”. Invece nell’ultima sembra non avere rivali, “Pedrosa non avrei mai potuto attaccarlo lì, era fortissimo – garantisce – Ho lottato con tutti Jorge, Dani e Valentino in queste prime gare. Lorenzo oggi non si aspettava che lo attaccassi in quel punto, ma avevo sbagliato nell’affondo precedente, avevo perso il contatto e l’ho ripreso all’ultimo”.

Niente male e riesce anche a trovare il classico pelo nell’uovo. “Devo lavorare ancora sulla moto – dice – oggi si muoveva molto e non riuscivo a sfruttare la sua accelerazione”. Altro che la Yamaha.

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