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Test, Honda, in poltrona a Forza 300

LA PROVA Dopo il successo dello 'Spazio' e del 'Foresight', la casa dell'ala ci riprova

Il mondo degli scooter ha ricevuto negli ultimi anni una continua evoluzione tecnica e "stilistica". Un concetto determinato anche e sopratutto dall'evoluzione dei bisogni di chi sale in sella alle due ruote.

Se fino a pochi anni fa esisteva il concetto di "smanettone" che abbinava una moto prestazionale ad un mezzo utile e comodo, oggi, in coincidenza con l'impellente crisi economica, l'utilizzatore delle due ruote cerca di convergere in un unico mezzo prestazioni e utilità, cercando il giusto compromesso. Ecco quindi che, nel corso degli anni, si è passati dagli scooter di media cilindrata a ruota bassa e con un interasse molto lungo, a scooter a ruota alta, evoluzioni dei motorini da 50cc, fino ad arrivare, negli ultimi anni allo sdoganamento dello scooter prestazionale, con capostipite il T-Max, fino ad arrivare agli ultimi SRV-850 e C-650.

Honda, che ha sempre cercato di creare nuovi trend - in base anche alle richieste da parte dei clienti - sondando il suo parco-moto, aveva riscontrato un "buco" da riempire, quello dei "Sit-In". Dopo il primo capostipite Spazio 250, ed il Foresight 250 negli anni '90, vi fu il primo Forza 250 realizzato nel 2000. A distanza di tredici anni, la casa dell'Ala dorata ripropone questo trend con il Forza 300, con linee non dissimili dal PCX 150, grande capacità di carico, ed una seduta "avvolgente" e molto comoda.  Disponibile in tre colori - Seal Silver Metallic, Pearl Himalayas White, Asteroid Black Metallic - il Forza 300 è in vendita al prezzo molto interessante di 5.100 euro franco concessionario.

STILE E DESIGN - Le linee del Forza 300 riprendono il concetto stilistico del suo progenitore, adattate al giorno d'oggi, con un design più snello e filante. Nuovo il frontale, con un fanale rinnovato e le luci di posizione che fungono da frecce, così come il posteriore che mostra i fari, nuovi a led, e di ispirazione automotive. Chiaramente il look è figlio dell'obiettivo di questo prodotto, ovvero accomodante, basso, avvolgente, senza però trascurare quel lato grintoso e allo stesso tempo fluido. Uno stile che riprende più profondamente dettami nipponici con il manubrio nudo, senza carenature aggiuntive, e di stampo motociclistico, ma sopratutto il plexiglas molto basso, figlio della tendenza prettamente giapponese abituata al tuning estremo. La strumentazione del Forza 300 è di chiara estrazione automobilistica, con quattro quadranti analogici, dotati di tachimetro, contagiri, livello carburante e temperatura acqua, più un display digitale centrale con il trip computer, l’orologio e l’indicatore del consumo.

VANI PROFONDI - Punto nodale di questo scooter è l'equipaggiamento che punta forte sulla profonda capacità di carico, su finiture curate ed una profonda praticità d'uso. Sono tre i vani per stivare oggetti, di cui due ricavati nel retro scudo. Il destro è pensato per l'utilizzo quotidiano, in grado di contenere oggetti di taglia medio-piccola. Il secondo, posto sulla sinistra, è decisamente profondo, ed è protetto dal blocchetto a chiave. Inoltre, è dotato di presa di corrente per poter caricare il telefonino. Sotto la sella, è stato ricavato un vano posto su due livelli, in grado di contenere addirittura due caschi integrali, per una capacità di carico pari a 62 litri.

MOTORE BRIOSO E TELAIO PIU' LEGGERO- Il nuovo motore che equipaggia il Forza 300 è una vecchia conoscenza degli scooteristi. Si tratta infatti di un'unità derivante quello presente sull'SH 300i; un monocilindrico con manovellismo disassato da 279 cc, che presenta misure di alesaggio e corsa pari a 72,0 x 68,5 mm, con raffreddamento a liquido,  distribuzione monoalbero in testa e quattro valvole per cilindro. La potenza dichiarata da casa Honda è pari a 25,8 CV a 8.250 giri/min, con una coppia massima di 25,7 Nm a 6.000 giri/min. Consumi dichiarati nel ciclo misto WMTC? 30,8 km/l.

Nel suo lavoro di evoluzione da parte degli ingegneri Honda, il telaio ha ricevuto una ridefinizione delle forme, oltre che un rinforzo dello stesso che ha portato ad una riduzione del 10% del peso. Il motore è stato fissato attraverso una biella flottante. In questo modo la ciclistica è perfettamente isolata dalle vibrazioni del propulsore stesso.

Forcella anteriore da 35mm e doppi ammortizzatori regolabili nel precarico al posteriore. L'impianto frenante di serie presenta il C-ABS. Una scelta dettata dal posizionamento di questo prodotto a livello urbano. Le misure dei dischi freno sono da 256 mm con pinza a tre pistoni davanti e da 240 mm con pinza a pistone singolo dietro. Le misure di cerchi e pneumatici sono maggiori di un pollice rispetto al suo predecessore: 120/70-14” davanti e 140/70-13” dietro.

PRECISO E BRIOSO IN SELLA - Saliamo in sella al nostro esemplare messo a disposizione. Il percorso si snoda lungo le strade di montagna dell'entroterra spagnolo, in Catalogna. La posizione del pilota è eccellente, con la triangolazione manubrio-pedana-sella che ci lascia ben seduti, avvolti e piuttosto comodi. Lo spazio della pedana, divisa dal tunnel centrale, è lungo e buono, ma c'è da considerare anche l'altezza di chi vi sta scrivendo, 170 cm 'fuori tutto'. Abbiamo notato colleghi più alti di noi leggermente più impacciati con le ginocchia che, in taluni casi, toccavano il retroscudo. La schiena risulta comunque ben poggiata grazie anche alla sella sdoppiata per far spazio, in posizione più rialzata, al passeggero. Unica nota leggermente stonata, la rigidità della sella stessa, per via dell'imbottitura leggermente sacrificata per far spazio al vano sotto-sella.

Il motore ha un'erogazione veramente apprezzabile. Lo stacco è molto fluido e e dolce, grazie all'innesto perfetto della frizione, e sale di giri velocemente. Un motore che brilla per l'assenza di vibrazioni e di rumorosità. Insomma, un motore pimpante e piuttosto potente, con prestazioni di tutto rispetto per uno scooter Sit-In. Nel tratto misto, abbiamo riscontrato un mezzo ben equilibrato, stabile e veloce nello scendere in piega. La guida risulta fluida e permette di affrontare tornanti in piena tranquillità.

L'anteriore è ben saldo e trasmette la sicurezza necessaria,con la forcella che lavora bene, affondando il giusto. Qualche riserva invece per il posteriore, dotato di doppio ammortizzatore, risultato essere un pochino troppo secco e veloce nelle risposte. La frenatura idraulica è forse troppo corta e, nel momento in cui ci si trova ad affrontare sollecitazioni ripetute, rischia di arrivare a tampone. Ce ne siamo accorti una volta presa l'autostrada dove, in alcuni tratti di riasfaltatura, abbiamo trovato molte sconnessioni. Proprio in autostrada abbiamo tirato a fondo il nostro esemplare, arrivando molto rapidamente a toccare i 130 km/h. Il Forza, in altre parole, può essere tranquillamente un mezzo in grado di affrontare questi tratti ad alto scorrimento. E' chiaro però che, un pò per il passo lungo, un pò per la limitata protezione aerodinamica del cupolino basso, il nostro mezzo talvolta si muoveva un poco. Niente di esagerato, e perfettamente comprensibile quando parliamo di due ruote a sella bassa, sopratutto in spazi così aperti e veloci. Una volta ripreso il tratto misto, con curve e tornanti anche di media-alta velocità, quegli aspetti di velocità di discesa in piega e stabilità, sono tornati immediatamente. Menzione d'onore anche per il sistema C-ABS, rivelatosi efficace come sempre, ed in grado di regalare ed offrire la giusta tranquillità e sicurezza in frenata. Se cercate quindi uno scooter comodo, pratico, agile per la guida di tutti i giorni, oltretutto ad un prezzo accessibile, il Forza 300 può essere un'ottima soluzione. Che il trend dei "Sit-In" stia tornando in voga?

 

Per effettuare questo test abbiamo utilizzato i seguenti capi d'abbigliamento tecnico Dainese

 

SUPER SPEED PELLE

Abbinare un’ergonomia eccellente ad una tecnicità senza paragoni è da sempre un must per Dainese. Super Speed Pelle diventa il nuovo riferimento per i giubbotti sportivi da moto, grazie agli inserti brevettati Microelastic ed all’esclusiva ed estremamente resistente pelle bovina D-Skin, abbinata al resistentissimo tessuto S1, dalle proprietà elastiche bi- direzionali, nei punti che necessitano maggior mobilità. Spalle co-iniettate con inserti in alluminio, predisposizione per paraschiena e protettore toracico, foratura piazzata, prese d’aria su petto e fianchi, gobba aerodinamica e fodera trattata con ioni d’argento e con inserti in tessuto 3D Bubble sapranno soddisfare anche i motociclisti più esigenti.

 

 

 

CARBON COVER

Anima racing e aggressività caratterizzano questo guanto corto in pelle bovina, pensato per aggredire l’asfalto in sella alla propria moto godendo di un’ergonomia e protezione di alto livello, grazie agli inserti brevettati Microelastic ed all’ergonomia studiata per la guida sportiva.

Dotato di inserti compositi in fibra di carbonio sulle nocche, sulle dita e costruzione del mignolo rinforzata con inserti in TPU, Carbon Cover ST è la scelta dell’utente sport tourer più esigente. Palmo in pelle di capra, costruzione con un pannello unico di pelle a protezione delle cuciture sul taglio della mano, cinturino antiscalzamento e foratura sul lato interno delle dita completano questo guanto disponibile anche in versione Lady.

 

 

PEAK D-DRY

Protettori compositi removibili certificati secondo la norma EN 1621.1/97

Pro-Shape: protettori morbidi certificati secondo la norma EN 1621.1/97 sui fianchi
Tessuto poliammide alta tenacità
Regolazione ampiezza fianchi
Cerniera su fondo gamba
Cerniera aggancio giubbino-pantalone
Protettori ginocchia regolabili in altezza
Temperature adjustment
Membrana di marca D-Dry® impermeabile e traspirante
Tessuto esterno con trattamento idrorepellente
Membrana laminata con tessuto esterno
Fodera termica removibile
Inserti rifrangenti
2 tasche esterne anteriori

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