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Davide Brivio-Suzuki: è fatta

L'ex manager di Valentino Rossi gestirà il rientro della casa di Hamamatsu

Sarà Davide Brivio il manager che gestirà il rientro della Suzuki in MotoGP. La notizia circolava da tempo, ma ora è ufficiale: a breve arriverà il comunicato della casa di Hamamatsu.

Il nuovo team Suzuki avrà base in Italia, nelle vicinanze di Monza dove Brivio ha preso dei capannoni. L'ex uomo Yamaha, passato alle dipendenze di Valentino Rossi, ha già avvisato la VR46, la società che gestisce gli interessi del pesarese, e tutto avverrà senza scosse grazie alla solida amicizia che li lega.

La prima uscita pubblica della Suzuki avverrà a Barcellona il 17 giugno a Barcellona, all'indomani del Gran Premio, nei test Irta già programmati. La squadra italo-giapponese si tratterà a Montmelò anche il martedì, per trasferirsi poi ad Aragon dove troverà ad attenderla Yamaha (che non proverà a Barcellona) ed Honda.

Un altro test è previsto all'indomani di Misano.

Alla guida delle…GSX(?) ci saranno due piloti, il collaudatore Nobuatsu Aoki e, probabilmente, il 28enne Takuya Tsuda, pilota Suzuki nella 8 Ore ed attualmente impegnato nella stock 600. In proposito nelle fotografie di CycleWorld recentemente apparse su web si notano infatti due piloti diversi. Non è ancora stato deciso se verrà utilizzato anche Randy De Puniet, nonostante ci siano già accordi in merito con il team di Jorge Martinez.

Come è noto la Suzuki ha abbandonato lo schema a V del motore che caratterizzava le GSV-R per abbracciare la filosofia del quattro cilindri fronte marcia (anche se piuttosto inclinato rispetto alla verticale, si mormora). Ma è sbagliato dire che ha copiato la Yamaha in quanto da sempre le Supersportive stradali GSX-R adottano questo layout.

Sembra anche che con l'arrivo delle 'Production Racer' della Honda e la disponibilità dei motori M1 Yamaha (ne leggete in altra parte del sito), la Dorna non abbia interesse a continuare ad insistere sulla necessità per la Suzuki di 'subentrare' ad uno dei team CRT esistenti.

Con le 12 MotoGP ufficiali, più le due Suzuki sarebbero dunque 14 le MotoGP in pista, 19 con l'aggiunta di 5 Honda PR. Il che lascerebbe in pista poche CRT, e nemmeno dei team più strutturati ma, al contrario, di quelli che non hanno nemmeno un reparto corse per lo sviluppo.

"Avrebbe senso subentrare ad una Suter o ad una FTR, acquistando la loro società - ci ha riferito una nostra fonte in Giappone - se a voler entrare fosse una casa senza esperienza nel settore racing. In questo modo, infatti, si verrebbe in possesso di tecnologia e uomini, che potrebbero essere integrati in una struttura esistente. Una realtà che attualmente non esiste fra i team CRT".


 

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